Torna in TV il Commissario Maigret, il detective di Simenon

Stasera in TV i nuovi episodi del Commissario Maigret, il detective dei gialli di George Simenon, però interpretato da Rowan Atkinson
Torna in TV il Commissario Maigret, il detective di Simenon

MILANO – A 90 anni dalla sua nascita torna Maigret su LaF, il leggendario commissario nato nel 1929 dalla penna di Georges Simenon, questa volta con il volto di Rowan Atkinson. Infatti stasera andrà in onda il primo episodio dei quattro che compongono la serie Jules Maigret firmato ITV: La trappola di Maigret, Il morto di Maigret, Il Crocevia delle tre vedove e Maigret al Picratt’s.
Dalla sua nascita, nel 1929, il commissario Jules Maigret è stato protagonista di 75 romanzi e 28 racconti, che hanno venduto 700 milioni di copie in tutto il mondo, tradotti in 55 lingue e pubblicate in 44 Paesi; le sue storie ancora oggi continuano a ispirare adattamenti televisivi e cinematografici; Rowan Atkinson, già famoso con Mr. Bean e Johnny English, è stato preceduto come volto di Maigret da 25 attori, fra cui Jean Gabin, Bruno Cremer e gli italiani Gino Cervi e Sergio Castellitto.

Maigret, un investigatore fuori dagli schemi

Maigret non somiglia ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate. Ma la struttura era plebea. Maigret era enorme e di ossatura robusta. Muscoli duri risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi.

Il Commissario Maigret è stato descritto dalla penna di George Simenon come un uomo dalla corporatura massiccia, dovuta alle sue origine contadine, e dall’aspetto distinto. Peculiare di questo fortunato personaggio è il carattere burbero e spigoloso, ma capace di comprendere l’animo umano. È anche una buona forchetta e un bevitore di abitudine, fuma anche la pipa, di cui è un collezionista.
Ciò che però differisce Maigret dagli altri colleghi detective della letteratura è il suo metodo investigativa: Maigret si cala nelle atmosfere dei luoghi dei delitti e si lascia guidare dal proprio istinto. Non cerca solo di raccogliere e mettere insieme indizi, ma si sforza di comprendere le personalità e l’umanità degli assassini e delle persone coinvolte. I delitti che architetta Simenon non sono perfetti come invece prevede lo schema più classico inglese, e l’investigatore non è infallibile, come potevano essere Miss Marple e Poirot. Anzi, le ambientazioni non candide dell’alta borghesia, ma appartengono alla classe popolare o piccolo borghese e viene spostato il centro sulle motivazioni umane che hanno condotto l’assassino a commettere il delitto.

…l’importante è conoscere. Conoscere l’ambiente in cui il delitto è stato commesso, conoscere il genere di vita, le abitudini, i costumi, le reazioni degli uomini che vi sono coinvolti, vittime, colpevoli o semplici testimoni. Entrare nel loro mondo senza stupirsi, tranquillamente, parlare con naturalezza il loro linguaggio.

 

 

 

 

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