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Il libro

Ricordando Thomas Mann con “La morte a Venezia”

Thomas Mann pubblica “La morte a Venezia” nel 1912 e vi inserisce il tema fondamentale del decadimento della società borghese

Ricorre oggi l’anniversario dello scrittore tedesco Thomas Mann nato a Lubecca il 6 giugno del 1875 e morto a Zurigo il 12 agosto 1955. Per ricordarlo vogliamo raccontarvi una delle sue opere più belle e meglio costruite, ovvero “La morte a Venezia”.

“La morte a Venezia”

La novella narra le vicende di Gustav von Aschenbach, famoso autore tedesco che inizia a viaggiare dopo essere rimasto vedovo, anche nella speranza di migliorare così la sua salute, minata da problemi cardiaci e nervi scossi. Dopo una falsa partenza in direzione di Pola decide che deve andare a Venezia. Durante una cena la sua attenzione cade su una nobile famiglia polacca in vacanza: tra di loro vi è un ragazzo di più o meno quattordici anni. Aschenbach ne rimane folgorato. Il giovane, di nome Tadzio, finisce per incarnare ai suoi occhi l’ideale di bellezza classica, grecizzante, alla quale l’artista venuto dal nord da sempre maggiormente aspira.

 

La dissoluzione dei canoni etici di una borghesia in crisi

“La morte a Venezia” di Thomas Mann presenta tutti i temi cari allo scrittore, dal decadimento delle società borghese, al rapporto tra arte e realtà materiale, fino alla tensione spirituale della stessa arte e dell’amore. in questo caso viene raccontato l’amore platonico tra il protagonista Gustav von Aschenbach nei confronti del giovane Tadzio che incarna l’eterna bellezza classica. Tutta la compostezza che caratterizzava il protagonista viene improvvisamente sconvolta dalla presenza del giovane ragazzo polacco che riesce a mettere in discussione le certezze dell’affermato scrittore fino a portarlo ad imbellettarsi per non sfigurare alla sua vista. Tutto è accompagnato da una forte presenza della morte che troviamo a partire dalle prime pagine del libro.

Thomas Mann

Paul Thomas Mann è stato uno scrittore e saggista tedesco. Dopo la morte del padre si trasferisce prima a Monaco di Baviera con la famiglia, poi soggiorna con il fratello a Roma e Palestrina. Tornato a Monaco, lavora nella redazione del Simplicissimus, ma presto si dedica esclusivamente alla letteratura. Il primo dopoguerra segna la sua definitiva affermazione, fino a diventare il massimo rappresentante della letteratura tedesca. Nel 1929 vince il Premio Nobel per la letteratura e pochi anni dopo decide di lasciare la Germania per trasferirsi prima nei Paesi Bassi e in seguito negli Stati Uniti dove rimane fino al 1952 per poi spostarsi in Svizzera.

Alice Turiani

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