Una storia profonda e moderna sulla solitudine e le connessioni umane in un mondo iper-connesso. Uno dei titoli più attesi dell’anno in Italia, ma che intanto ha conquistato la critica letteraria americana tra cui New York Times, The New Yorker, The Washington Post e altri. Parliamo del libro “The Loneliness of Sonia and Sunny“, il ritorno alla scrittura di Kiran Desai, considerato uno degli eventi letterari più significativi dell’ultimo biennio. Kiran Desai, che aveva vinto il Booker Prize nel 2006 con “Eredi della sconfitta” (The Inheritance of Loss), è rimasta in silenzio per quasi vent’anni prima di pubblicare questo nuovo libro.
L’autrice torna con un romanzo che ha la densità e, con le sue quasi 700 pagine, la portata di una saga multigenerazionale. Un’opera di un’alchimia letteraria rara, capace di mescolare il realismo sociale con una vena quasi magica.
The Loneliness of Sonia and Sunny
Al centro del libro ci sono Sonia e Sunny, due giovani indiani i cui destini si incrociano e si allontanano tra i monti innevati del Vermont, le strade di Brooklyn, Delhi e le spiagge di Goa.
Sonia è un’aspirante scrittrice che torna in India dopo gli studi negli USA, convinta di essere vittima di un “incantesimo oscuro” lanciato da un artista manipolatore con cui ha avuto una relazione tossica.
Sunny è un giornalista che cerca di farsi strada a New York, in fuga da una famiglia dominata da una madre imperiosa e da faide interne.
Il loro legame nasce da un tentativo di matrimonio combinato dai nonni (vicini di casa in India), un’intromissione goffa che inizialmente serve solo ad allontanarli, ma che dà il via a una liaison “accesa e spenta” che attraversa anni di solitudine e ricerca di sé.
Temi e stile del libro
Desai utilizza la lente della “romance irrisolta” per esaminare come l’amore e la solitudine si manifestino oggi in un mondo globalizzato. Il libro affronta il tema dell’identità e dello sradicamento: cosa significa essere un insider o un outsider in una cultura che ti chiede costantemente di reinventarti?
Molto più di una storia d’amore, il romanzo parla della fatica di scrivere e creare. Un personaggio chiave, l’artista Ilan de Toorjen Foss, ammonisce Sonia di non scrivere “sciocchezze orientaliste”, toccando il tema reale di come l’India venga rappresentata per il pubblico occidentale.
Uno dei temi già evidenti sin dal titolo è quello della solitudine moderna: Desai esplora una solitudine che non è solo sentimentale, ma politica e intellettuale, amplificata da un mondo interconnesso che però sembra aver perso il contatto fisico.
Perché è un caso letterario
Il successo negli Stati Uniti è dovuto a diversi fattori: innanzi tutto l’attesa per il ritorno dell’autrice: dopo 20 anni di assenza, la critica temeva che Desai non avrebbe più scritto. Il suo ritorno è stato paragonato per importanza a quello di grandi autori “reclusi”.
Oltre allo stile poetico dell’autrice, ad aver fatto diventare un caso lettartio il libro della Desai è l’essere riuscita a toccare alcuni nervi scoperti della società come l’immigrazione, il divario tra Oriente e Occidente e la salute mentale: tutti temi centrali nel dibattito americano contemporaneo.
L’accoglienza dell critica
Publishers Weekly, in una recensione stellata, ha descritto il romanzo come “un Romeo e Giulietta per il mondo moderno e globalizzato”. Ha inoltre affermato che il romanzo è narrativamente ampio, non solo una storia d’amore o una saga familiare, ma esplora molti altri temi intriganti.
Scrivendo per il New York Times, Alexandra Jacobs ha affermato che il romanzo è un’opera meticolosa e approfondita in un periodo di “punti di vista caldi e produttività freddamente ottimizzata”. Jacobs ha anche affermato che l’attenzione inclusiva di Desai ai personaggi minori ha aggiunto ricchezza all’opera.
La giornalista del The Guardian Alex Clark ha definito il romanzo “immensamente divertente” e “profondamente umano”. Sebbene la prosa sia densa e a tratti si abbandoni a monologhi allucinatori o operistici, Desai riesce a mantenere l’equilibrio grazie a un’ironia sottile e a una capacità straordinaria di dare spessore storico anche ai personaggi minori.
Molti critici vedono questo libro già come il favorito per i principali premi letterari del 2026, consolidando la posizione di Desai tra i giganti della letteratura post-coloniale.
Quando arriverà il libro in Italia?
Il libro, attualmente uno dei più grandi successi negli USA e nel Regno Unito. È molto atteso in Italia: l’opera è in fase di traduzione e la sua uscita è prevista per la seconda metà del 2026. Sebbene l’editore storico di Desai in Italia sia stato Adelphi, c’è molta attesa per confermare chi curerà questa nuova, attesissima edizione.
L’autrice
Kiran Desai è una figura affascinante e quasi “enigmatica” nel panorama letterario mondiale. Non è la tipica scrittrice da bestseller annuale; è un’autrice che lavora per sottrazione, scomparendo per decenni per poi riemergere con opere che cambiano il discorso culturale.
Kiran è figlia di Anita Desai, una delle più grandi scrittrici indiane (più volte candidata al Nobel). Crescere sotto l’ombra di una madre così ingombrante avrebbe potuto schiacciarla, invece Kiran ha saputo distaccarsene. Se la madre scriveva dell’India con un realismo psicologico classico, Kiran ha introdotto uno sguardo più globale, ironico e spesso brutale sulle contraddizioni della modernità.
Nel 2006, con il suo secondo romanzo “Eredi della sconfitta” (The Inheritance of Loss), Kiran ha vinto il Man Booker Prize, diventando all’epoca la più giovane donna a riceverlo. Quel libro è diventato un manifesto della letteratura post-coloniale, capace di intrecciare le vite di un giudice in pensione sull’Himalaya con quelle di un immigrato irregolare a New York.
Uno degli aspetti più discussi della sua figura è la sua assenza. Dopo il successo planetario del 2006, Kiran Desai è praticamente sparita dai radar. Perché il silenzio? In diverse interviste recenti, ha dichiarato di aver passato questi vent’anni a “combattere con le parole” e a cercare di capire come scrivere un romanzo che non fosse obsoleto nel momento stesso in cui veniva stampato.
Questo lungo isolamento ha creato intorno a lei un’aura di mistero, rendendo l’uscita di “The Loneliness of Sonia and Sunny” un evento quasi religioso per i critici.
