Libri in aiuto

“Tessitori di voci”, leggere e diffondere storie all’interno degli ospedali

Leggere per se stessi e per gli altri è un modo per prendersi cura della mente, delle emozioni e della memoria sempre. Questo l'biettivo dietro l'iniziativa dei "Tessitori di Voce"
"Tessitori di voci", leggere e diffondere storie all'interno degli ospedali

MILANO – Leggere per se stessi e per gli altri è un modo per prendersi cura della mente, delle emozioni e della memoria sempre. E’ questo che più ci ha colpito nello scoprire grazie a Il Giorno, una forte quanto umana iniziativa che intende ridefinire lo scopo dei libri tra chi siede in un letto d’ospedale e chi della lettura ne diventa testimone. L’iniziativa porta il nome di “Tessitori di Voce” che, con a capo Carlo Presotto, dal 2012 si avvale della collaborazione della Fondazione Zoè di Vicenza. Città questa che ha fatto da trampolino di lancio all’iniziativa, fino ad arrivare adesso a Bergamo.

I tessitori di voce

“Ci chiamano Tessitori di Voce. Abbiamo uno scopo: leggere. Abbiamo un sogno: diffondere storie.  Andiamo in ospedale per regalare spensieratezza, riflessioni, squarci di luce”. Con un incipit forte e chiaro i tessitori intendono presentarsi sul loro sito. Dietro persone di ogni età, si nascondono lettori che intendono regalare momenti di svago a chi si ritrova in un letto d’ospedale. Con quale mezzo? Attraverso i libri. In che modo? Attraverso la loro voce. Lungo le corsie degli ospedali si incontrano così il bisogno di sognare e di ricordare attraverso la lettura e la volontà di rendersi utili al prossimo. Può dunque la lettura aiutare il paziente che si trova in un letto d’ospedale? Si, perchè come spiega l’associazione, “l’ascoltatore sente che la lettura gli apre il cancello di un giardino dorato, un luogo dell’immaginario in cui fare esperienza di libertà. E sente che in quel luogo c’è qualcun altro cui accompagnarsi per una piccola passeggiata. Nel segno del dono, ed insieme del prendersi cura”

Il metodo e la formazione

Inizialmente gli incontri per la formazione delle voci narranti erano rivolti agli studenti delle scuole superiori ma poi l’iniziativa ha ritrovato riscontri positivi nella cittadinanza tutta. Nella fase iniziale del progetto, gli aspiranti lettori vengono reclutati attraverso un laboratorio di formazione che ha l’obiettivo di insegnare loro a usare la voce in modo caldo, partecipato e coinvolgente, oltre a prepararli alla relazioni con i degenti che si trovano in situazoni delicate e complesse. Un gesto, quello da parte dei volontari, che nel donare serenità agli altri, fa capire quanto sia importante donare e contribuire nel proprio piccolo al recupero degli ammalti. Accade così che i volontari siano portati a condividere con gli altri la propria esperienza dopo ogni incontro coi degenti e periodicamente si riuniscono col resto del gruppo per un “debriefing”, guidato da Carlo Presotto. Un’ offerta letteraria vasta e variegata quella che riade sulla scelta dei libri. Tra i generi preferiti dagli adulti spiccano la letteratura di viaggio ed il romanzo di formazione, mentre nei reparti di pietraia spesso la scelta dei volontari ricade dai libri da loro amati durante l’infanzia.

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