Sul Messaggero, Paolo Di Paolo parla della riscoperta delle fabbriche nella narrativa contemporanea

Dalle pagine del Messaggero, lo scrittore Paolo Di Paolo affronta un tema tornato di gran moda nella narrativa italiana contemporanea: la fabbrica, con particolare attenzione al nuovo libro di Giancarlo Liviano ''Invisibile è la tua vera patria''...

Il giovane scrittore parla dei libri che, negli ultimi anni, hanno portato nuovamente alla ribalta un tema come quello dell’Italia industriale, con particolare attenzione al nuovo testo di Giancarlo Liviano

LA CRITICA QUOTIDIANA – Dalle pagine del Messaggero, lo scrittore Paolo Di Paolo affronta un tema tornato di gran moda nella narrativa italiana contemporanea: la fabbrica, con particolare attenzione al nuovo libro di Giancarlo Liviano “Invisibile è la tua vera patria”.

LA FABBRICA, LUOGO DIMENTICATO E RISCOPERTO DAI LIBRI – Da alcuni anni la fabbrica, luogo che sembrava dimenticato dalla stragrande maggioranza delle persone e dalla narrativa è tornato ad essere esplorato e raccontato. Da “Acciaio” di Silvia Avallone a “La fabbrica del panico” di Stefano Valenti. In questi casi gli scrittori si trasformano in veri e propri reporter, per raccontare quanto non è stato mai detto. E’ il caso per esempio de “Il costo della vita” di Angelo Ferracuti il quale, attraverso il suo testo, ricostruisce una tragedia operaia avvenuta venticinque anni fa.


INVISIBILE E’ LA TUA VERA PATRIA
– Giancarlo Liviano nel suo “Invisibile è la tua vera patria” ricostruisce un vero e proprio reportage in presa diretta, in cui alle vicende accadute si intrecciano le storie personali dell’autore stesso. Liviano ha voluto esprimere il declino della fabbrica individuando alcuni casi emblematici di industrie dismesse, intese come “un’enorme promessa mancata”. L’autore, attraverso racconti e testimonianze di autori si pone come obiettivo quello di “rendere visibile l’invisibile”. L’indagine prosegue includendo sia le cosiddette famiglie industriali quali Olivetti e Crespi, sia alcune realtà marginali e dimenticate, come il parco giochi dismesso del quartiere Eur a Roma. Di Paolo lo definisce come una “Disneyland fallita”, leggibile anche come una sorta di grande metafora dell’Italia.

23 luglio 2013

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