Sul Corriere, il ritorno di Kundera con ”La festa dell’insignificanza” commentato da Piperno

LA CRITICA QUOTIDIANA - Sul Corriere della Sera, Alessandro Piperno presenta il nuovo libro dello scrittore Milan Kundera. Dopo quattro anni lo scrittore francese torna oggi in libreria con ''La festa dell'insignificanza''...

Dopo quattro anni dal suo grande successo, Milano Kundera torna oggi in libreria con il suo nuovo romanzo edito da Adelphi, una lunga ed attenta riflessione filosofica sull’uomo e sulla fragilità dei suoi sentimenti

LA CRITICA QUOTIDIANA – Sul Corriere della Sera, Alessandro Piperno presenta il nuovo libro dello scrittore Milan Kundera. Dopo quattro anni dal suo ultimo capolavoro, lo scrittore francese torna oggi in libreria con “La festa dell’insignificanza”, ideale prosecuzione del romanzo precedente, nel quale viene celebrata le fragilità dei sentimenti umani.

ANALISI FILOSOFICA E PSICOLOGICA – “La festa dell’insignificanza” è il nuovo libro di Milan Kundera, in uscita nelle librerie oggi per Adelphi. Ponendosi come ideale prosecuzione del suo precedente capolavoro “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, l’autore persegue anche in questo testo il filone dell’analisi dell’uomo e dei suoi sentimenti, in una fusione e commistione di generi che ne rendono impossibile un’identificazione univoca “Narrativa? Saggistica? Letteratura? Filosofia? Perché perdere tempo a distinguerle visto che in fondo, si occupano appassionatamente della stessa cosa? […] La forza sintetica del romanzo è in grado di combinare ogni cosa in un tutto organico, come le voci di una musica polifonica”.

LA FESTA DELL’INSIGNIFICANZA – “La festa dell’insignificanza” è stato definito come un vero e proprio “divertissement surrealista, una parabola felliniana, in cui si alternano personaggi alle prese con elucubrazioni stravaganti”. Il protagonista della narrazione è Alain, un uomo che, attraverso l’osservazione dell’altro e l’analisi approfondita e filosofica di alcune situazioni della quotidianità, arriva a teorizzare alcune verità che riguardano l’uomo e la sua identità. “Così Alain comprende che gli esseri umani si dividono in due grandi categorie: chi chiede sempre scusa e chi non fa altro che accusare gli altri”.

LO STILE INCONFONDIBILE DI KUNDERA – Lo stile di Kundera, anche in questo testo, rimane il medesimo: paratattico, con un tono dismesso, con un andamento stravagato e rapsodico. I libri sono tutti formati da capitoletti, “apologhi solo in apparenza scollegati dal resto”. Altro grande termine che accomuna tutti i testi è la voce narrante: la voce di narra e quella di chi riflette sono la stessa voce. Questa tecnica permette a Kundera di trattare opinioni forti con estrema cautela,  che deriva direttamente dalla sua strenua opposizione, già emersa in altri modi nei suoi testi, ad ogni genere e forma di totalitarismo.

30 ottobre 2013

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