Il pensiero degli scrittori

Strage di Nizza, le reazioni di scrittori e politici di tutto il mondo

La Francia ripiomba nel terrore. Ecco le reazioni di politici e intellettuali di tutto il mondo all'ennesimo attacco all'Occidente
Francia, Strage di Nizza

MILANO – Ieri ‪#‎14luglio‬ era un giorno di festa per tutti i francesi. Una giornata in cui si celebra la vittoria del popolo contro la tirannia. La strage di Nizza mina la festa francese più importante, lasciando una cicatrice indelebile che è dimostrazione di un altro tipo di tirannia che va a colpire ancora una volta il popolo civile che non sa come reagire. Vediamo le reazioni di solidarietà e rabbia che arrivano dai politici e dagli intellettuali di tutto il mondo.

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LE REAZIONI DEI POLITICI – I primi commenti non potevano che arrivare da Francois Hollande  che ancora una volta si trova a dover affrontare una situazione di questo tipo, “La Francia piange, è addolorata, ma è forte e lo sarà sempre di più dei fanatici che oggi vogliono colpirla”.

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Arrivano reazioni importanti anche dalla Casa Bianca attraverso le parole del presidente Barack Obama che condanna, in nome del popolo americano, il terribile attacco terroristico. “I nostri pensieri, afferma Obama, le nostre preghiere vanno alle famiglie delle vittime. Ho dato ordine alla mia squadra di restare in stretto contatto con le autorità francesi e ho offerto tutta l’assistenza di cui possono aver bisogno per portare i responsabili davanti alla giustizia.”. Manifestazioni di solidarietà sono arrivate anche dall’Italia, dalla Germania e dalla Russia, dove il Valdimir Putin ha dichiarato che il popolo russo farà di tutto per combattere il terrorismo.

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LA REAZIONE DEGLI SCRITTORI ITALIANI  – In queste situazioni è proprio negli scrittori, del presente o del passato, che le persone trovano conforto. In questi casi è giusto non mostrarsi piegati e sconfitti, è questo il pensiero di Tito Faraci, fumettista e scrittore italiano, che sottolinea che se si sceglie il silenzio o di smettere di comportarsi normalmente l’avrebbero vinta i terroristi.

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Ecco il pensiero che si è sentito di condividere, invece, lo scrittore e insegnante Alessandro D’Avenia sulla sua pagina Facebook, “Sono con un gruppo di 25 ragazzi in UK. Stiamo facendo un gioco di ruolo, dopo una giornata lunga, faticosa e divertente, remando sul Tamigi vicino Oxford, con cadute in acqua e godendo di splendidi panorami. Durante il gioco serale i ragazzi urlano, ridono, fanno gli scemi. Li vedo contenti, in giorni pieni di attività di studio, svago, amicizie, riflessione e preghiera. Nel frattempo un camion falcia le vite di molte persone. Il camion fa notizia e capillarmente entra nei nostri occhi avvelenandoli. Il mio cuore si riempie di amarezza e disincanto, ma al tempo stesso è pieno di una gioia più profonda, che quel camion non può scalzare: i volti di questi ragazzi, che si impegnano per diventare un po’ migliori, per imparare ad amare un po’ di più, se stessi e gli altri. E anche se questo non fa notizia, per me è la notizia che conta. Prego per le vittime di Nizza e per le loro famiglie, spezzate da un dolore senza senso, di fronte al quale i “perché” tacciono e rimangono solo i “come”: che cosa posso fare io per contrastare la distruzione e il disincanto? Io proverò a impegnarmi di più con questi ragazzi e con le pagine del libro che sto scrivendo, per ampliare, nello spazio e nel tempo, ciò che, in mezzo all’inferno, inferno non è.

 

LA REAZIONE DEGLI SCRITTORI STRANIERI – Il famoso scrittore e drammaturgo scozzese Irvine Welsh si è dichiarato vicino alle vittime, attaccando Donald Trump che, in questi momenti di estremo dolore, ha preso subito la palla al balzo per dichiarare che ogni musulmano estremista dovrà essere allontano dagli Usa e che se diventerà Presidente dichiarerà guerra all’Isis. Pronta la reazione dello scrittore e poeta brasiliano Paulo Coelho che si chiede se pregare sia abbastanza chiedendo allo stesso tempo a Dio di darci la forza.

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