LIBRI - Il senso del ridicolo

Stefano Bartezzaghi, “La gente ha sempre voglia di ridere”

L'intervista al direttore artistico de "Il senso del ridicolo", il primo festival italiano sull'umorismo, sulla comicità e sulla satira
Stefano Bartezzaghi, "La gente ha sempre voglia di ridere"

MILANO – Come mai abbiamo sempre voglia di ridere, come mai il mondo ci richiede tanto spesso di ridere e quali sono i meccanismi che ci portano a ridere? Da questi semplici, ma non scontati quesiti nasce l’idea de “Il senso del ridicolo“, il primo festival italiano sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira in programma a Livorno dal  25 al 27 settembre. Abbiamo intervistato il direttore artistico Stefano Bartezzaghi, il quale ci spiega cosa lo ha spinto ad “organizzare un miscuglio di occasioni di risate e occasioni di riflessione, magari un po’ divertenti pure quelle”.

 

Come nasce l’idea di realizzare il Festival dal nome “Il senso del ridicolo”?

L’idea di fare un festival sull’umorismo, e a Livorno, non è mia: ma ho accettato con gratitudine e entusiasmo la proposta di dirigerlo (e ho trovato il nome) perché ridere piace a me come a tutti ma in più mi capita di chiedermi come mai abbiamo sempre voglia di ridere, come mai il mondo ci richiede tanto spesso di ridere e quali sono i meccanismi che ci portano a ridere. Così ho pensato che poteva essere interessante organizzare un miscuglio di occasioni di risate e occasioni di riflessione, magari un po’ divertenti pure quelle.

 

Quali saranno i focus di questa prima edizione del festival?

Nell’anno della strage di Charlie Hebdo era abbastanza naturale, se non doveroso, occuparsi del rapporto tra riso, religione e politica: perché non possiamo più ridere degli dèi, come invece facevano gli antichi è l’argomento della lectio inaugurale dell’antichista Maurizio Bettini, ma poi se ne parlerà ancora con Gioele Dix, con Enrico Mentana, con Sergio Staino, con Francesco Tullio Altan e con Maryse Wolinski, la vedova del più famoso e talentuoso tra gli illustratori vittime dell’attentato di Parigi. Spero però che molti spunti diversi usciranno dagli altri appuntamenti.

 

Quanto “ridicolo” e assurdo ci circonda oggi?

Sull’assurdo la risposta dovrebbe essere metafisica, e sfugge alle mie competenze: dipende anche dal punto di vista che si prende. In quanto al ridicolo, è interessante vedere quanto si è consapevoli del ridicolo di tante circostanze, che magari vengono prese seriosamente.

 

Spesso si confonde il comico con il ridicolo, pensando che il senso del ridicolo di solito provenga da un evento o una situazione poco importante. Ciò non è così…

Al contrario, io penso che il senso del ridicolo consista proprio nel vedere il potenziale comico di ciò che comico non appare e che anzi appare solenne e serissimo. Livorno, con il suo Vernacoliere e con la costante vena dissacratoria dell’intera sua popolazione, sembra la sede ideale per un festival che non intende prendere troppo sul serio nulla, a partire da sé stesso.

 

23 settembre 2015

 

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