Sei qui: Home » Libri » Quale è lo stato di salute delle librerie italiane?

Quale è lo stato di salute delle librerie italiane?

Lo abbiamo chiesto a Alberto Ottieri, Vice Presidente Consigliere Delegato Messaggerie Italiane e tra i protagonisti delle quattro giornate del Seminario della Scuola per Librai.

Le librerie fisiche in generale sono in un momento di ripresa, mnentre si registra un certo calo di quelle online. E’ questa l’analisi di Alberto Ottieri, Vice Presidente Consigliere Delegato Messaggerie Italiane e tra i protagonisti delle quattro giornate del Seminario della Scuola per Librai organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri presso la storica Fondazione Giorgio Cini di Venezia e in programma 24 al 27 gennaio 2023. Lo abbiamo intervistato per indagare la situazione delle librerie italiane.

Quale è lo stato di salute delle librerie italiane?

Le Librerie fisiche in generale sono in un momento di ripresa del loro ruolo storico di punto di riferimento dei lettori e anche in incremento di quota di mercato complessiva. Nel 2019 prima della Pandemia rappresentavano il 60% del mercato, nel 2022 hanno rappresentato il 56% recuperando terreno dopo i due anni di lockdown e la crescita dell’online. All’interno di questa leggera decrescita di quote sia le librerie indipendenti che le librerie di catena hanno perso qualche punto percentuale, quindi le librerie indipendenti hanno tenuto bene.

Anche nei primi mesi del 2023 si conferma questo “trend” di crescita delle librerie fisiche e di calo dell’online, fenomeno caratteristico non solo nel mercato librario ma anche in altri settori. Si assiste ad un buon numero di aperture di librerie con una dimensione ridotta di metratura (100-150 mq.) ma con un forte impulso nell’utilizzo dei social per comunicare con la comunità di lettori di riferimento. In questa trasformazione gioca un ruolo fondamentale il ricambio generazionale in atto.

Pandemia e reazione librai

Con la Pandemia il ruolo del libraio ha ritrovato pieno vigore dopo una crisi che nel 2019 stava demoralizzando un pò le piccole librerie. Tramite il web il libraio ha avuto modo di contattare e tenere legati a sé i propri clienti trasformandosi in un fenomeno oggi molto diffuso: il libraio come vero e proprio Influencer, capace di consigliare i libri giusti e coinvolgere i clienti con incontri continui con gli autori, gli editori. Il mondo del web ha trasformato profondamento i libri che vengono pubblicati e le classifiche di vendita, tra cui appaiono sempre più spesso i libri di fumetti e i manga, oltreché di youtuber o influencer di varia provenienza.

I librai sono stati molto abili ad intercettare il cambiamento dell’editoria superando vecchie categorie un pò obsolete, come i libri femminili o i libri maschili, i libri per giovani o per adulti. Sono stati capaci di diventare interpreti di questo cambiamento intergenerazionale che ha influenzato anche i libri pubblicati dagli editori. Un fenomeno esplosivo per le librerie ad esempio è l’utilizzo dei giovani di “Tik Tok” in cui si filmano con commenti e consigliano visite alle diverse librerie, giudicandone i diversi aspetti di assortimento e di servizio. Diventano così dei moltiplicatori di pubblicità virali che portano altri giovani in libreria. Sembrerebbe quasi che in un mondo di giovani lettori molto “Social” la libreria abbia ripreso un ruolo “Trendy”. In questo i fumetti e i manga rappresentano un enorme traino sociale per gli incontri dei giovani nelle librerie.

Scenari futuri?

Gli scenari attuali o di un prossimo futuro per la ripresa delle librerie in Italia, ancora maggiore o con velocita’ piu’ spedita, sono legati anche al livello di servizio dei librai verso i clienti, in grado di competere sempre di piu’ con l’e-commerce. In questo senso Messaggerie ha varato un investimento di 50 mio nella logistica automatizzata per aumentare la velocita’ di consegna dei libri dal momento dell’ordine alla consegna al punto vendita e standardizzare sempre di piu’ in un’unica consegna tutti gli editori distribuiti per il libraio.

Questo vantaggio di uniformare le stesse condizioni di servizio per più di 800 editori verso 5 mila librai significa gia’ garantire tempi di consegna affidabili per il libraio sia del grande medio editore che del piccolo editore. Analogamente una libreria anche di piccole dimensioni in una località poco centrale, può avvantaggiarsi sempre più di un servizio rapido e affidabile, ricevendo un ordine di tanti editori e soddisfando le richieste dei clienti finali in tempi sempre più rapidi. Sicuramente una logistica più efficiente rafforzerà quindi la posizione competitiva dei librai, rispetto ad un e-commerce che si avvantaggia di magazzini propri e di tempi di servizio certi.

Esempi virtuosi dall’estero?

Negli ultimi vent’anni si è molto ridotto il Gap tra il mercato italiano del libro e i mercati più avanzati in termini di bellezza delle librerie e servizio disponibile. Nonostante ciò penso che i due librai invitati a Venezia, James Daunt di Waterstone e Barnes&Nobles e, Michael Busch di Talia, rappresentano per tutti i librai italiani e non solo, un esempio di eccellenza per avere trovato delle formule innovative molto apprezzate dal mercato di riferimento. James Daunt puntando molto nella qualità dei librai, delle librerie e nella attenta scelta dei titoli di assortimento e dell’esposizione.

Michael Busch puntando molto sull’integrazione fisico/e-commerce per dare pieno servizio ai suoi clienti e tenere testa nel mercato tedesco ad Amazon, cosa che lo ha portato a guadagnare quota di mercato rispetto all’e-commerce in questi ultimi anni. All’estero nei mercati più grandi del nostro, come USA GB Germania UK, è molto più basso il livello delle rese complessive che gli operatori gestiscono per un mix di fattori legati ad una maggior attenzione alla rotazione degli acquisti in generale. Ecco questo virtuosismo sarebbe un ulteriore passo avanti verso la modernita’ del mercato italiano.

 

© Riproduzione Riservata

Lascia un commento