Un'amicizia

Silvia Avallone, “In amicizia noi donne ci sentiamo libere di essere noi stesse”

Un’amicizia è il nuovo libro di Silvia Avallone, edito per Rizzoli. Un grande romanzo sul potere e la profondità dei nostri legami. Noi di Libreriamo, abbiamo avuto l’onore di intervistare l’autrice.
Silvia Avallone, "In amicizia noi donne ci sentiamo libere di essere noi stesse"

Silvia Avallone è una giovanissime scrittrice, divenuta famosa grazie al libro d’esordio “Acciaio”, con il quale ha vinto il premio Campiello nel 2010. In questo suo nuovo romanzo, intitolato “Un’amicizia”, Silvia ripercorre la vita di due amiche diametralmente opposte ma legate da un filo indissolubile. I temi trattati sono profondi e in grado di farci riflettere. Si parla di donne, di famiglia, di adolescenza, di passioni, di amori. L’umano viene messo a nudo, con chiarezza e poesia. Noi abbiamo avuto modo di intervistare l’autrice sul nostro account Instagram, che ci ha fatto addentrare nelle pagine di un romanzo destinato ad un grande successo.

L’importanza dei luoghi

“Un’amicizia” è un romanzo ambientato nella provincia. A incorniciare le sue storie in luoghi particolari e caratteristici, Silvia Avallone, è davvero una maestra. Tra la Toscana, Biella, Bologna, si snodano le vite delle due protagoniste Elisa e Beatrice, che fanno da specchio alla loro realtà circostante. A proposito dei luoghi, Silvia afferma: “I luoghi sono dei veri e propri genitori e la realtà provinciale è proprio un luogo dell’anima. Lì cresci senza sentirti al centro delle cose e percepisci sempre di essere “lontana” dalla scena delle grandi metropoli, con la nostalgia per i mondi lontani. L’adolescenza è un periodo complesso, su cui ho detto davvero tanto, ma della provincia non mi stancherò mai di parlare. Lì ci sono le mie radici e quei tipi di luoghi mi hanno davvero cresciuta.”

Un femminile in cerca di rivalsa

Elisa e Beatrice crescono e sviluppano le loro personalità in delle famiglie particolari, con delle madri molto ben definite. Silvia ha analizzato con precisione il nido familiare, rivendicando la figura della donna come una figura libera, in grado di essere mille cose contemporaneamente, mantenendo la positiva complessità che caratterizza ognuna.

“Ho voluto parlare del ruolo della famiglia e delle madri di queste due ragazze perché ho voluto dar voce alle loro rinunce, ai loro sacrifici. Spesso si rinuncia a se stesse, annullando la propria femminilità, le proprie passioni e anche le proprie contraddizioni. Il femminile che ho voluto raccontare è un femminile che vuole liberarsi da tante catene che si tramandano, luoghi comuni, etichette, pregiudizi. Se le donne spesso vengono viste e rappresentate come quelle che devono rinchiudersi in casa per badare ai figli, io ho voluto fare luce su quello che invece, ogni donna, ha dentro di sé. Ed è ciò a cui non deve mai rinunciare.”

L’importanza dell’amicizia che ci rende uguali

Perché i rapporti di amicizia sono così importanti? E perché spesso, tra donne, si creano questi legami viscerali, in grado di creare delle vere e proprie squadre?

“In amicizia ci sentiamo alla pari. In amicizia, la società non ci impone di stare un passo indietro. In amicizia, noi donne, ci sentiamo libere di essere noi stesse. E’ per questo che ho voluto parlare di un’amicizia tra donne. Perchè, come fanno Elisa e Beatrice, un’amica è in grado di farci capire chi siamo, anche e soprattutto nella nostra complessità. Noi non siamo solo madri o mogli o solo una cosa. Le donne sono sempre state semplificato. L’amicizia di cui parlo è un’amicizia in grado di mettere in luce, quasi esigendola, la nostra complessità.”

A questo link l’intervista completa a Silvia Avallone

Stella Grillo

 

 

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