Scrittori a confronto sui segreti che si celano dietro ad un best seller

DAL NOSTRO INVIATO A PASSAPAROLA - Quali caratteristiche deve avere un testo per risultare una pubblicazione di successo? Quali sono le regole da seguire per la costruzione di un vero e proprio caso editoriale? I successi editoriali interessano più gli editori che gli autori, eppure non finisce mai la voglia di individuarne la formula...
Ieri, a Passaparola, la IX edizione del forum del libro di Vicenza, Donato Carrisi, Nicola Lagioia e Elena Stancanelli hanno cercato di scoprire le caratteristiche che fanno di una pubblicazione un vero caso editoriale

MILANO – Quali caratteristiche deve avere un testo per risultare una pubblicazione di successo? Quali sono le regole da seguire per la costruzione di un vero e proprio caso editoriale? I successi editoriali interessano più gli editori che gli autori, eppure non finisce mai la voglia di individuarne la formula. E’ questo il quadro emerso ieri durante l’incontro “Scrittori e lettori: Dialogo sui best seller”, organizzato presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sempre nell’ambito di Passaparola, la IX edizione del Forum del libro, tenutasi a Vicenza dal 26 al 28 ottobre. Hanno partecipato al dibattito gli scrittori Donato Carrisi, Nicola Lagioia e Elena Stancanelli.

IL BEST SELLER, QUESTO SCONOSCIUTO
– Che sarà mai un best seller? Di certo non un prodotto che si studia a tavolino, almeno secondo Nicola Lagioia, autore di “Riportando tutto a casa” (Einaudi), per il quale non esiste una formula del best seller, o del mega seller (in grado di vendere più di un milione di copie). Gli scrittori non sono interessati a scoprire questa formula, forse più ricercata dagli editori. Semmai desidererebbero la formula del long seller, vale a dire la successione di opere dello stesso autore.  Perché dieci libri buoni sono quelli che servono ad un autore per vivere di letteratura, e a questo punto la posta in gioco cambia.

IL SUCCESSO, TRA MARKETING E INTERVENTO EDITORIALE – Donato Carrisi, scrittore e sceneggiatore, autore di “Il suggeritore” (Longanesi), una sorta di thriller in chiave pugliese, spiega come il libro abbia oggi perso la sua centralità di opera, passata all’autore e ancor di più alla casa editrice, in grado di favorire il successo di un’opera con operazioni di marketing editoriale che talvolta snaturano l’opera stessa. Ma anche il marketing serve, e Carrisi sostiene che sia fondamentale che l’autore non si confini all’interno di un mondo immaginario ed esclusivo,  ma vada invece a controllare come vive la gente e cerchi di ricordarsi sempre di essere un lettore, meglio se non schizzinoso. “Troppo spesso, quando ad uno scrittore si chiede che libri ami, se ne viene fuori con titoli di sconosciutissimi autori di nicchia, quasi voglia escludersi dal mondo o fare a tutti i costi il diverso. Invece è importante continuare a confrontarsi con i lettori, e rimanere lettore allo stesso tempo, magari per scrivere ciò che ci piacerebbe leggere da altri, ma che non troviamo”. D’altra parte autore, editor, editore, marketing, packaging e soprattutto distribuzione sono altri elementi che possono filtrare o spingere un potenziale best seller. Sempre ammesso che i best seller si misurino dalle vendite. “Quanti libri finiscono sul comodino senza essere mai letti?” chiede provocatoriamente Carrisi? Molti, e molti altri stanno fermi sulla carta, senza trasformarsi in opera stampata, per la difficoltà all’essere intercettati.

BEST SELLER, STUDIO DI UN GENERE – Il best seller quindi è più che altro una sorta di “categoria dello spirito”, proprio come l’ha definito Elena Stancanelli. Un successo editoriale e non emotivo, fatto di numeri,  a cui studiosi come Vittorio Spinazzola si sono dedicati per molti anni arrivando a studiarne le caratteristiche narrative dei libri più rappresentativi della categoria, cercando di delineare il rapporto tra quantità e qualità, tra successo di pubblico e di critica, ma non riuscendo comunque a individuare quel quid definibile in grado di spiegare, in anticipo, il perché un’opera dovrebbe poter avere successo.

Martino Soriano
fotografie © Marco Zorzanello
29 ottobre 2012

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