L'ultimo processo

Scott Turow, il padre del legal thriller torna con il suo “Ultimo processo”

Il famoso autore americano ci ha parlato del suo ultimo romanzo, in cui ritroviamo uno dei protagonisti più amati dai lettori, l’avvocato Sandy Stern, impegnato in un processo che metterà in dubbio le sue certezze.
Scott Turow, il padre del legal thriller torna con il suo “Ultimo processo”

Scrittore e avvocato, Scott Turow è considerato uno dei fondatori del genere legal thriller. Dopo l’enorme successo arrivato all’inizio degli anni Novanta con il romanzo “Presunto innocente”, dal quale è stato tratto il celebre film con protagonista Harrison Ford, Turow torna in libreria con “L’ultimo processo” (Mondadori), in cui ritroviamo l’amato protagonista Alejandro “Sandy” Stern, impegnato a difendere l’amico Kiril Pafko, acclamato Premio Nobel per la medicina, dall’accusa di insider trading, frode e omicidio, in seguito alla messa in commercio del farmaco g-Livia.

Che cos’è la giustizia?

In quanto avvocato e scrittore di romanzi legali, è interessante capire che cosa significhi, per Turow, la parola “giustizia”. L’autore di thriller ci ha spiegato che, ovviamente, la giustizia è il tema centrale di tutti i suoi libri. In quest’ultimo romanzo “Sandy Stern, a fine carriera, si trova a riflettere sul senso della giustizia, almeno dal punto di vista di un avvocato. Non vede più la giustizia come un unico possibile risultato, sa bene che la questione è molto più complicata di quanto sembri e non c’è quasi mai una soluzione univoca. Almeno nel caso di un processo penale, la giustizia è un insieme di risultati ed esiti ragionevoli. Trovo che questa sia una buona metafora per spiegare come funziona la giustizia, che non è mai assoluta, ma ha tante sfaccettature.”

Nessuno è al di sopra della legge

Ed è il desiderio di giustizia a far sì che processi come quello descritto nel romanzo, in cui a essere sotto accusa sono personaggi di spicco, abbiano una tale eco negli Stati Uniti. “Le profonde disuguaglianze sociali che caratterizzano gli Stati Uniti generano risentimento da parte della popolazione nei confronti delle persone potenti, spesso sospettate di essersi arricchite sfruttando il sistema. Quando questi personaggi infrangono le regole, il risentimento della gente è ancora più forte. Tra i cittadini americani è molto sentito il principio che nessuno è al di sopra della legge, nessuno più essere così ricco o potente da evitare di essere punito. Il risentimento di classe spiega l’ossessione per questo tipo di casi.”

I rischi della scienza

Al centro del nuovo romanzo thriller di Stern, abbiamo detto, un processo legato alla messa in commercio di un controverso farmaco. Uno dei personaggi afferma “Sandy, non esistono medicinali privi di effetti collaterali dannosi”. Questo è un argomento quanto mai attuale, se pensiamo a quanto sta succedendo oggi con il vaccino per il Covid-19. Secondo Turow è necessario prestare molta attenzione, soprattutto con farmaci urgenti, sviluppati e diffusi in tempi brevissimi. “Non voglio dire che il vaccino non debba essere somministrato, ma dobbiamo farlo tenendo gli occhi aperti, consapevoli della possibilità di avere effetti collaterali, quantomeno su un numero ristretto di casi.”

Thriller e avvocato: due vite parallele

È interessante come nel corso degli anni Turow sia riuscito a conciliare due carriere importanti e impegnative, quella di avvocato e quella di scrittore di thriller. Ma non c’è nessuna formula magica, afferma l’autore. Semplicemente, dopo il successo del primo romanzo, ha iniziato a lavorare come avvocato part-time. “Ho trovato un equilibrio: scrivere al mattino e lavorare nello studio al pomeriggio. I miei clienti sapevano di potermi chiamare a qualsiasi ora, perché ho imparato a portare avanti una conversazione anche complessa con loro, e poi chiudere la telefonata e tornare alla frase da dove l’avevo interrotta. Mi piaceva molto questo equilibrio tra il lavoro solitario al mattino e l’impegno anche sociale che comporta la carriera di avvocato al pomeriggio.”

Un caffè con Sandy Stern

E se Turow dovesse trovarsi a prendere un caffè con il suo più famoso protagonista, di cosa parlerebbero? “In questo momento, con il comportamento assurdo di Donald Trump, i suoi tentativi di ribaltare e rinnegare il risultato delle elezioni, non posso immaginare due avvocati seduti a un tavolino che parlino di altro se non di questo. E, se potessi scegliere, vorrei con noi la giudice Sonya Klonsky: anche lei, come Stern, è una vecchia amica.”

Cecilia Mastrogiovanni

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