San Valentino in libreria, cioccolato e sconti a Il Trittico di Milano

''Gli innamorati che vengono a baciarsi in libreria oggi vengono omaggiati con della cioccolata e uno sconto sull'acquisto dei libri''. È la romantica iniziativa ''Un bacio per un bacio'', lanciata il giorno di San Valentino, per il quinto anno consecutivo, dalla libreria Il Trittico di Milano. Ce ne parla il titolare Pietro Linzalone...

Il titolare Pietro Linzalone ci presenta l’iniziativa “Un bacio per un bacio” che vive nella sua libreria in occasione del giorno degli innamorati. Alle coppie che si baciano nel negozio, cioccolato e sconti sugli acquisti

MILANO – “Gli innamorati che vengono a baciarsi in libreria oggi vengono omaggiati con della cioccolata e uno sconto sull’acquisto dei libri”. È la romantica iniziativa “Un bacio per un bacio”, lanciata il giorno di San Valentino, per il quinto anno consecutivo, dalla libreria Il Trittico di Milano. Ce ne parla il titolare Pietro Linzalone, che ci presenta anche la storica libreria e il suo catalogo. Un consiglio a tutti gli innamorati: approfittatene.

Perché è nata l’idea di “Un bacio per un bacio”?
È un modo per creare movimento e simpatia all’interno del negozio. Si tratta di una delle iniziative che mettiamo in campo in maniera abbastanza costante con l’obiettivo di portare persone in libreria.
Devo dire che il suono della cassa ci dà ragione ed è una dimostrazione non solo della bontà dell’iniziativa in sé, ma anche del modo di intendere la libreria che questa sottende, in una maniera che da un lato preserva l’aspetto romantico e sociale di servizio e dall’altra garantisce sostentamento.

È già il quinto anno che torna questo appuntamento per San Valentino nella vostra libreria: come sono andate le passate edizioni?
Sono andate bene, ci sono dei clienti ormai affezionati a questa consuetudine.
In particolare, negli ultimi due anni ci hanno aiutato molto gli strumenti social: prima diffondevamo la notizia solo grazie al passaparola e a un cartello fuori dalla libreria. Adesso abbiamo avuto la possibilità di dare una svolta alla comunicazione.

Il libro è un regalo abbastanza comune a San Valentino oppure si preferiscono altri prodotti?
No, purtroppo si preferiscono altri prodotti. Sicuramente non possiamo ritenere che da noi sia consuetudine regalare libri, come accade invece in altri Paesi.
Altrove c’è l’usanza di regalare libri e fiori, per esempio in Spagna: c’è proprio una festa, il giorno di San Giorgio, nota come la festa del libro e delle rose in cui questo connubio è diventato prassi.
Anche in Italia da qualche si sta tentando di introdurre questa celebrazione, ma con scarsi risultati.
È interessante però notare gli sforzi e la dinamicità delle piccole realtà librarie, che dalla situazione di sofferenza in cui si trovano si attivano per trovare soluzioni alla crisi, molto più di quanto facciano le politiche legate al libro o le iniziative delle grandi case editrici. In quei casi le persone subiscono più passivamente un messaggio, mentre vengono coinvolte più attivamente dalle iniziative messe in campo da realtà piccole che fanno social.

Quando è nata la libreria Il Trittico?
Il Trittico è nata 35 anni fa, per iniziativa di una schiatta di librai di Milano e, ancora adesso, distributori, i Russano. La loro intenzione era di portare il mondo dell’arte da queste parti, difatti la libreria aveva un settore predominante dedicato a quest’argomento. Si sono poi succedute altre due gestioni fino alla fine degli anni Novanta, quando io ed altri soci l’abbiamo rilevata 16 anni fa.
È una libreria storica di Milano, con una sua tradizione molto forte: una piccola libreria di quartiere di varia, che negli anni è diventata un riferimento per la psicologia.

Come si caratterizza oggi il vostro catalogo?
Vendiamo i libri adottati dalla facoltà di Psicologia all’Università Cattolica e serviamo le specialità, gli studi, i professionisti che ruotano attorno al mondo della psicologia.
Insieme a questo, e forse in maniera più evidente, siamo una libreria generica di narrativa e saggistica. Abbiamo un bel settore legato ai bambini e uno importante dedicato alla cucina.

Cosa significa essere librai oggi, con la crisi e l’imporsi sempre più massiccio del digitale?
Significa essere stimolati a trovare soluzioni originali, che tengano conto di come si sono modificate nel tempo le consuetudini dei lettori.
I dati dimostrano che l’ebook non è penetrato tanto quanto si poteva pensare: lo dicono i numeri riferiti a questo Paese, ma anche quelli riferiti al mondo anglosassone, dove queste tendenze sono nate. Anche in Inghilterra e America la curva è discendente: come in altri ambiti, inizialmente ci sono dei picchi dettati dalla curiosità, poi degli assestamenti. Nel caso dell’ebook addirittura c’è una flessione.
In Italia però tutti questi discorsi sono relativi: i clienti  che leggono in digitale sono gli stessi che leggono su carta, entusiasti in un primo momento di questo maneggevolissimo strumento e poi gradualmente consapevoli anche delle sue criticità. Ora i lettori sanno discriminare: sanno che l’ebook va bene per certe occasioni e per certi titoli, non per altri. Il vero problema in Italia non è che l’ebook esclude il libro, è che non si legge affatto!

14 febbraio 2014

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