Librerie in crisi

“Salviamo la libreria di Taormina”, l’appello della proprietaria Antonella Ferrara

Abbiamo intervistato Antonella Ferrara per illustrarci la storia della libreria e l’importanza culturale che riveste per la comunità di Taormina
“Salviamo la libreria di Taormina”, l’appello della proprietaria Antonella Ferrara

MILANO – Un appello rivolto a enti privati, desiderosi di investire in cultura, oppure rivolto al comune, al fine di trovare un locale tra quelli residui in cui dare ospitalità per un periodo all’unica libreria della città di Taormina. E’ questo il senso dell’appello di Antonella Ferrara, vulcanica organizzatrice del Taobuk Festival e fondatrice della Libreria Bucolo, la libreria di Taormina che rischia di dover chiudere a partire dal mese di luglio. Dopo il lancio della petizione su change.org, cha in pochi giorni ha raccolto migliaia di adesioni, abbiamo intervistato Antonella Ferrara per illustrarci la storia della libreria e l’importanza culturale che riveste per la comunità di Taormina.

Qual è l’importanza ed il ruolo della libreria di Taormina per la comunità locale?

La libreria è stata fondata da me e mia madre, ed è una libreria che è nata in un territorio dove non ce n’era nemmeno una. A Taormina non esisteva una libreria da tantissimi anni; noi avevamo già aperto una libreria ai Giardini Naxox, un paese vicino a Taormina, anche quella la prima nella storia. Fu quindi il sindaco di Taormina a sollecitare l’apertura di una filiale di questa libreria dei Giardini a Taormina.

Nel 1998 nasce questa libreria indipendente, ed è l’unica dell’intero comprensorio: per andare in una libreria, occorreva recarsi in città, quindi a Catania o a Messina. Abbiamo quindi iniziato un’intensa attività legata agli eventi: promozione di libri, presentazioni e incontri con gli autori, reading, portando a Taormina scrittori ed autori che, altrimenti, non sarebbero mai venuti in questa città.

Qual è stato il ruolo di Taormina all’interno del panorama culturale, non solo italiano ma internazionale?

Taormina, fino alla seconda metà del 900, è stata una capitale della letteratura: ricordiamoci che Taormina ha dato ospitalità per lunghissimi periodi  ad autori del calibro di Truman Capote, Tennessee Williams, Edmondo De Amicis, diventando un focolaio di cultura ed un crocevia di storie e narrazioni. Complice la sua posizione al centro del Mediterraneo, Taormina è sempre stata area di influenze.

Un posto come Taormina è sempre stato un passo in avanti per quanto riguarda il rispetto dei diritti civili: verso la fine dell’ 800 Taormina diede ospitalità al barone Wilhelm von Gloeden, fotografo tedesco omosessuale che dipingeva e fotografava i ragazzi di Taormina, i cosiddetti “carusi”, le cui foto hanno fatto il giro del mondo. Nello stesso periodo, Oscar Wilde fuggì e venne a Taormina a per ammirare dal vivo i ragazzi che avevano posano nudi per l’obiettivo del barone-fotografo.

La sua attività di promozione della cultura a Taormina non si ferma all’attività legata alla libreria…

Ad un certo punto ho elaborato un progetto  al fine di dare una certa continuità ed un contenitore agli incontri con gli autori che avvenivano in libreria: nasce così un Festival Internazionale della Letteratura a Taormina, il Taobuk Festival, che quest’anno giunge alla sesta edizione. Da questa libreria è nato un festival internazionale che porta ogni anno circa 30mila persone. Il tema di questa edizione, in programma dal 10 al 17 settembre, avrà per tema “gli altri”. Nonostante le difficoltà della libreria di Taormina e, di conseguenza, della direzione artistica, stiamo preparando un’edizione memorabile.

Veniamo alla libreria Bucolo, quando è iniziata la crisi?

La libreria di Taormina è rimasta in piedi non senza difficoltà: nonostante fosse l’unica del comprensorio, ha risentito della crisi che ha investito tutte le librerie negli ultimi anni. Nel 2012, per evitare la chiusura, abbiamo deciso di trasformarci in franchising, aderendo al marchio Mondadori. Ciò ci ha agevolati, mantenendo al tempo stesso la nostra identità, senza omologazioni.
L’appello che abbiamo lanciato su change.org è dovuta al fatto che il 30 giugno 2016 scade il mio contratto d’affitto nell’immobile in cui si trova attualmente la libreria. Già da due anni, in previsione di questa scadenza non rinnovabile per motivi legati alla proprietà, abbiamo fatto richiesta al comune di avere un locale ad equo canone, come prescrive una legge dello Stato che tutela le librerie storiche cittadine, dando indicazione ai comuni di dare l’equo canone agli immobili proprietà dell’ente per evitare la chiusura delle librerie e garantire una diversificazione del centro storico per categorie merceologiche (anche chi fa cultura contribuisce alla qualità della vita di una città). Lo stesso è avvenuto per la libreria Mondadori di Piazza Duomo a Milano e per la libreria di Vittoria, concedendo addirittura in comodato gratuito i locali alla libraia.

A chi è rivolto il vostro appello?

Abbiamo lanciato un appello legato alla libreria di Taormina affinché o qualche privato decida di fare un investimento culturale di affittare il locale, oppure rivolto al comune, al fine di aiutarci a trovare un locale tra quelli residui in cui possiamo dare ospitalità per un periodo all’unica libreria della città.
L’appello, una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato ed agli assessori regionali, è stata sottoscritta da migliaia di persone in poche ore da autori ed amanti della lettura e della cultura.
Un posto come Taormina, che ha contribuito all’attività quotidiana della città, non può essere una questione che riguarda soltanto l’imprenditore, non essendo un’azienda come le altre, ma una vera e propria officina culturale: nella libreria di Toarmina abbiamo formato ed avviato alla lettura decine di bambini che oggi, diventati grandi, tornano a comprare libri da noi.

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