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Robert Harris a pordenonelegge e il senso della storia

Prestigiosa firma dell’"Observer" e del "Sunday Times", Robert Harris ha ricevuto a pordenonelegge il Premio Crédit Agricole FriulAdria "La storia in un romanzo" 2018
Robert Harris a pordenonelegge e il senso della storia

PORDENONE – Prestigiosa firma dell’”Observer” e del “Sunday Times”, autore del best seller Fatherland, Robert Harris ha ricevuto a pordenonelegge il Premio Crédit Agricole FriulAdria “La storia in un romanzo” 2018  “per aver saputo raccontare, con meticolosa documentazione e straordinaria capacità di sintesi romanzesca alcuni dei momenti cruciali della storia occidentale, dal mondo latino fino agli accadimenti che hanno portato alla seconda guerra mondiale. Harris ha inoltre esplorato in modo originale il fertile terreno di intersezione fra la storia degli storici e la fiction romanzesca, costruendo un suo celebre romanzo, “Fatherland”, nella forma dell’ucronia e cioè immaginando uno sviluppo alternativo della storia occidentale. Questa ridefinizione e ampliamento del romanzo storico e del thriller ci hanno permesso di cogliere meglio il senso della nostra storia, immedesimandoci nei grandi attori, ma anche negli sconosciuti comprimari, in un palcoscenico di tragedia, avventura e vita”.

 Una spy story molto attuale in Monaco

Ma al festival Harris presenta Monaco ( ed Mondadori) un romanzo di spionaggio basato su fatti reali che hanno cambiato la storia, ricco di dettagli e di figure chiave dell’epoca, Hitler e Chamberlain su tutti: Settembre 1938, uno degli astri nascenti della diplomazia britannico lavora a fianco di Neville Chamberlain, primo ministro britannico e ritrova dopo anni un suo compagno di Oxford, che fa parte dello staff del Ministero degli esteri tedesco e  cospira segretamente contro Hitler. La fiction si innerva sulla storia. Ma prima di tutto una spy story. “ Mai come in questo momento – dice Harris- l’attività clandestina è cosi vivace grazie ai nuovi strumenti informatici e ai social media. Non ne siamo consapevoli, ma probabilmente c’è una cyber guerra nascosta alle nostre spalle”. Il romanzo situa questa storia di spie in un momento cruciale per l’Europa, la conferenza di Monaco : “ In quel momento – dice Harris – l’accordo fra Chamberlain e Hitler  sembrò un disastro invece io ho voluto dare una prospettiva diversa perchè grazie a questo patto l’Inghilterra ha avuto il tempo necessario per riarmarsi e il Fuhrer ha dovuto ritardare l’invasione della Cecoslovacchia”.

Una storia che affascina lo scrittore da molto tempo . “Già in occasione dei 40 anni – dice Harris – avevo fatto un  documentario per la BBC, grazie al quale ho avuto accesso a molti documenti e sono riuscito ad entrare anche nei luoghi dove si è svolta la vicenda”. “ Ho poi aggiunto gli odori e i profumi e ho accompagnato il lettore dentro la storia, il che è un po’ come far vedere a colori una pellicola pensata in bianco e nero.”

Corsi e ricorsi storici che si ripetono

La storia si ripete?  “Inesorabilmente – dice Harris – specialmente  in Gran Bretagna, basti considerare le difficoltà con l’Europa o mille altri avvenimenti che si ripetono. E’ proprio vero quello che diceva Cicerone :  l’uomo senza storia è come un bambino e per diventare adulti bisogna intrecciare la nostra vita alle generazioni precedenti” . Questo è fondamentale soprattutto  in un ‘epoca di tumulto che succede a sessantanni di stasi e che per certi versi è simile agli anni precedenti la prima guerra mondiale, anni di grandi trasformazioni.  “ Ma – aggiunge Harris – il nostro tempo fa ricordare anche la vigilia del crollo dell’impero romano, un grande  e secolare sistema che si sgretola in pochissimo tempo o rammenta l’affaire Dreyfus non per l’antisemitismo, ma per la falsità e la corruzione delle istituzioni”. Sono queste le epoche dei suoi romanzi da Imperium a l’Ufficiale e la spia accomunati dal fatto che c’è sempre un personaggio, diplomatico o segretario particolare, a vivere gli eventi al margine della storia . “Un po’ – svela infine lo scrittore inglese – come succede ai giornalisti :non si sfugge al proprio io.”

 

Alessandra Pavan

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