”ZeroZeroZero” di Saviano, molto più di un libro-inchiesta

Perché cimentarmi nell'''impresa'' di recensire l'ultimo libro scritto da Roberto Saviano? Perché cercare di scrivere nuove parole, oltre alle tantissime che sono già state spese da persone più autorevoli di me, in merito a ''ZeroZeroZero''?...
Pubblichiamo la recensione di Beatrice Gardini per la passione e la chiarezza con cui analizza i pregi dell’opera di Saviano

Perché cimentarmi nell’“impresa” di recensire l’ultimo libro scritto da Roberto Saviano? Perché cercare di scrivere nuove parole, oltre alle tantissime che sono già state spese da persone più autorevoli di me, in merito a “ZeroZeroZero”? Semplice. Perché quando giungi al termine, e sfogli le ultime pagine ti rendi conto che Roberto Saviano ci è riuscito ancora. A 7 anni di distanza dall’uscita di “Gomorra”, ritorna con un libro-inchiesta in grado di scuotere le coscienze e di darti la sensazione di essere caduto dalla nuvole.

Tu quelle cose non le sapevi proprio, non le sospettavi minimamente, ed ecco che, invece, il tuo castello di carte si sfascia. La realtà dei traffici che gravitano attorno alla cocaina emerge in tutta la sua spietatezza. Il grande merito di Saviano sta proprio nella capacità di condurti per mano attraverso questi gironi danteschi, in un vortice di orrore e sgomento. Non è stato un “bravo studente”, in grado di raccogliere il materiale necessario per svolgere bene il suo “compitino”. Ha fatto molto di più. Si è calato in questo mondo, fino a divenirne quasi ossessionato. Se si fosse limitato a sciorinare nomi, cifre e statistiche, non sarebbe stato incisivo. Avremmo dimenticato tutto una volta chiuso il libro, ed il suo sforzo sarebbe stato vano. Allora ricorre al metodo che gli risulta maggiormente congeniale: raccontare delle storie. E’ uno dei suoi più grandi talenti.

Roberto Saviano può parlare di qualsiasi cosa (mafia, gioco d’azzardo, cocaina…) ed avrà sempre la più completa attenzione da parte del suo uditorio. E’ un magistrale narratore, capace di catturarti ed affascinarti. I racconti che vedono protagonisti narcotrafficanti, una top model colombiana, boss malavitosi russi e tanti altri ti si appiccicano addosso, non puoi fare a meno di continuare a riflettere sulle loro sorti e su quanto siano vicine alla tua vita di tutti giorni. Ed è così che riesce a centrare il suo obiettivo: mettere sotto agli occhi di tutti che il traffico di cocaina non è distante da noi, ma ci circonda, è ovunque attorno a noi. “Gomorra” e “ZeroZeroZero” convergono, quindi, verso lo stesso punto, farci comprendere che alla base del sistema economico della maggior parte degli Stati si trovano le materie commercializzate dalle organizzazioni criminali. Non valgono più le equazioni per cui mafia uguale Sud Italia e droga uguale America Latina. Le ramificazioni delle associazioni malavitose hanno raggiunto ogni angolo della Terra.

Un ulteriore motivo che rende “ZeroZeroZero” qualcosa di più di un semplice libro-inchiesta è il fatto che Roberto Saviano riesca a creare un collegamento tra la propria vicenda personale e quelle dei protagonisti delle storie, raccontate in un modo talmente spontaneo, naturale e mai forzoso da creare un intenso coinvolgimento emotivo. Non si dipinge mai come una vittima, ma attraverso acute riflessioni sullo scopo del lavoro del giornalista riesce a restituire un significato profondo ad una vita che potrebbe apparirne priva. Alla fine capisci il motivo per cui, anche tu, nel tuo piccolo, hai voglia di recensire l’ultima “fatica” (in questo caso mai termine sarebbe più appropriato) di Roberto Saviano, di fare in modo che la sua storia, le sue storie vengano conosciute. Per questo mi permetto di prendere in prestito le parole di Arthur Schopenhauer che nell’opera “Colloqui” scrive: “…La maggior parte dei libri saranno dimenticati. Impressione duratura la fanno solo quelli in cui l’autore ha messo tutto se stesso. In tutte le grandi opere si ritrova l’autore tutto intero…”. 

14 giugno 2013

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