Il giardino degli oleandri, una saga familiare con il volto di quattro donne coraggiose e uniche

Mentre leggevo mi sembrava proprio di vederli, questi oleandri del titolo. Nati da un seme piantato dal capofamiglia Agostino, estirpati in un momento di rabbia da sua moglie e poi ricresciuti come per magia, sono i silenziosi testimoni, a partire dal 1938, della vita di una famiglia pugliese...

Pubblichiamo la recensione di Michela Guidi per l’accurata analisi dei protagonisti dell’opera di Rosa Ventrella

Mentre leggevo mi sembrava proprio di vederli, questi oleandri del titolo. Nati da un seme piantato dal capofamiglia Agostino, estirpati in un momento di rabbia da sua moglie e poi ricresciuti come per magia, sono i silenziosi testimoni, a partire dal 1938, della vita di una famiglia pugliese in cui i personaggi maschili sono poco più che un contorno, mentre quelli femminili si impongono con la forza della personalità e con la capacità di affrontare a testa bassa un’esistenza di sacrifici.

Protagoniste sono Anita, detta la Margiala, a cui tutto il paese si rivolge per guarire i bambini ed assistere ai parti, e le sue tre figlie Rosetta, Cornelia e soprattutto Diamante, la voce narrante che accompagnerà il lettore per quasi cinquant’anni.

Intelligente e ribelle la piccola Diamante vive in eterno conflitto con la severa madre ed è legatissima alle due sorelle maggiori: la splendida Rosetta, costretta al matrimonio per difendere il suo onore dopo un rapimento e la delicata e sensibile Cornelia che, dopo un’infanzia trascorsa nell’ombra, trova finalmente la felicità in un’altra città.

Dopo aver attraversato il lutto e la guerra ed aver espiato un errore di gioventù, assistendo la Margiala fino all’ultimo giorno, anche Diamante è libera di riprendere le redini della sua vita, nella consapevolezza che non sarà l’erede della madre e delle sue capacità terapeutiche e che non è mai troppo tardi per ricominciare.  

28 novembre 2013

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