“Diario d’inverno” di Paul Auster, un libro-diario di sofferenza

“Diario d'inverno” di Paul Auster, un libro-diario di sofferenza

Ho terminato da poco il libro di Paul Auster “Diario d’inverno“, edito da Einaudi.

Forse una lettura inusuale, se si considera che negli ultimi mesi è stato molto letto il suo “4321”, ma credo che sia interessante poter leggere anche dello scrittore come uomo, delle sue riflessioni sulla vita, sul tempo che passa. “Diario d’inverno” è sul piano dell’oggi, ma le vicende che tornano alla memoria dell’autore riguardano tutta la sua vita, e quindi abbiamo rimandi ad ogni periodo, da quello dell’infanzia, a quello dell’età adulta, passando per l’adolescenza. Si compone un ritratto anche familiare, perché Auster qui ripensa ai suoi gennitori, ai suoi parenti, al suo primo matrimonio fallito, e all’incontro con la donna che poi ha sposato e che gli è accanto da oltre trent’anni. I due figli, la sensazione di farcela a tirare avanti, e il bisogno di scrivere che lo accompagna come un’ombra.

E’ un libro di sofferenza, perché molte sono le vicende dolorose della sua famiglia, ma molto si può capire dell’uomo Auster, che anche con questo diario si conferma uno tra i migliori scrittori americani viventi.

Claudia Sancasciani

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