Le recensioni dei lettori

Con ”La rabbia e l’orgoglio” la Fallaci difende l’America e la sua Italia

A rileggerlo oggi sembra essere uscito sugli scaffali delle librerie appena ieri. Invece 'La rabbia e l'orgoglio' (Rizzoli, 2001) di Oriana Fallaci é ormai da più di dieci anni uno dei libri più forti e impegnati che si trovino in Italia oggi...

A rileggerlo oggi sembra essere uscito sugli scaffali delle librerie appena ieri. Invece ‘La rabbia e l’orgoglio‘ (Rizzoli, 2001) di Oriana Fallaci é ormai da più di dieci anni uno dei libri più forti e impegnati che si trovino in Italia oggi, un testo che nonostante l’età continua a dividere l’opinione pubblica in due.

Alla famosa giornalista fiorentina, scomparsa nel 2006 per colpa del cancro, quest’immagine del Belpaese scisso in due fazioni a causa del suo ‘piccolo libro’, come lei stessa lo definì, non piaceva proprio per niente. E non si fa crucio a precisarlo fin da subito, nella prefazione dedicata al lettore, quando elenca gli innumerevoli casi in cui, durante tutta la storia italiana, il nostro popolo si é frammentato in opposti schieramenti senza che ci fosse lei a provocarlo. E poi, visto l’enorme successo che ottenne il suo articolo quando uscì in Italia, ossia una versione ridotta del libro ma comunque lunga ben quattro pagine, non capisce proprio come si possa paragonare una ristretta minoranza di contestatori a molte più persone che hanno trovato le sue parole illuminanti e veritiere. Questioni di punti di vista in democrazia…

Comunque la si pensi, che si condividano o meno i forti attacchi che la Fallacci rivolge contro l’Islam, Usama Bin Laden e chiunque non veda (a suo giudizio) la sempre più costante invasione di ‘quelli’ della nostra cultura…anche se non si é d’accordo con lei, insomma, il grido che viene da quel tragico 11/9, da oltreoceano é un missile che spazza via ogni nostra certezza, un invito (seppur poco cordiale) ad aprire gli occhi verso la minaccia che proviene dal Medio Oriente e non solo.

La Fallaci, testimone di tantissimi massacri nel corso della seconda metà del ‘900 e straordinaria reporter, propone qui un suo ritratto a cui pochi erano abituati. Non una dichiarazione d’amore per la destra xenofoba e lombarda, le critiche ci sono anche per loro, bensì la presa di posizione verso la propria patria natia che non ha nulla di invidiare ai Sepolcri di Ugo Foscolo. Come sua abitudine, non abbraccia nessuno se non la sua famiglia e da un grande bacio a quell’America che era diventata casa sua.

La si può amare od odiare la Fallaci, ma sicuramente non si può che prenderla come modello, nel giornalismo o nella vita. Comunque la si pensi.

 

Timothy Dissegna

16 luglio 2014

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