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L'iniziativa

Racconti tradotti in lingua dei segni, l’iniziativa di Rivista Blam

Rivista Blam lancia la sezione di racconti brevi tradotti in lingua dei segni (LIS) in occasione del mese dell’udito

Marzo è il mese dell’udito e per l’occasione Blam ha pensato di tradurre alcuni racconti brevi nella lingua dei segni. In questo modo tutti possono fruire ugualmente dei contenuti della rivista. L’iniziativa è unica nel suo genere, infatti Rivista Blam è la prima rivista letteraria in Italia a proporre un progetto simile.

Il Progetto

Nasce oggi su Rivista Blam una sezione interamente dedicata alla lingua dei segni. Si tratta di una serie di video che narra, attraverso la lingua dei segni, racconti brevi (tratti dalla rubrica “Il racconto del mercoledì”) dalla lunghezza massima di tre mila battute. I protagonisti di questi video sono: Nicole Vian, presidente dell’associazione Guanti Rossi Onlus, che tradurrà i contenuti, mentre le voci narranti saranno quelle di Antonella Dilorenzo, fondatrice e direttrice di Rivista Blam, e di Davide Ricchiuti, autore e podcaster.

 

L’iniziativa

In collaborazione con Guanti Rossi Onlus, Rivista Blam ha lanciato questo progetto con lo scopo di rendere disponibile a tutti la bellezza della parola. Antonella Dilorenzo, autrice e giornalista, fondatrice di Rivista Blam ha affermato che Rivista Blam è nata con l’intento di diffondere la parola in ogni sua forma. Che sia scritta, parlata, illustrata o ascoltata, tutti devono accedervi. La parola però deve anche esistere in una lingua disponibile a persone con capacità di comunicazione meno comuni. Per questo motivo Dilorenzo ha deciso di inaugurare una sezione dedicata alla lingua dei segni, lingua che purtroppo non ha le stesse opportunità di diffusione delle altre lingue parlate. Basti pensare che tutta la nostra comunicazione quotidiana passa prevalentemente per un canale uditivo e orale. In questo modo non si pensa che le persone sordomute necessitano invece di una comunicazione visiva.

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