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Quanto si legge in Italia?

Italiani, popolo di poeti, santi, navigatori e…lettori di libri? Il rapporto “L’Italia dei libri - Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto” voluto dal Centro per il libro e la lettura analizza le abitudini di lettura e il consumo dei libri degli italiani nel 2011. Salgono le differenze territoriali e sociali, scendono il numero di acquirenti e lettori...
Secondo il rapporto “L’Italia dei libri” solo un italiano su due ha letto almeno un libro nel 2011

MILANO – Quasi un italiano su due dichiara di aver letto in un anno almeno un libro. E’ il dato più preoccupante che emerge dal rapporto “L’Italia dei libri – Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto” commissionato dal Centro per il libro e la lettura alla Nielsen Company per rilevare le abitudini di lettura e il consumo di libri in Italia da ottobre 2010 a dicembre 2011. Secondo l’indagine aumentano le differenze territoriali (si legge più al Nord e al Centro) e sociali (laureati, dirigenti e studenti leggono più di operai, casalinghe e non lavoratori), mentre diminuisce il numero di acquirenti e lettori. L’indagine integra e approfondisce gli ultimi dati Istat sulla lettura, usciti nel maggio 2011.
 
I LETTORI IN ITALIA – Le interviste, rivolte ad individui sopra i 14 anni all’interno di un campione di 23,363 milioni di famiglie, raccolgono dati significativi sia sull’acquisto che sulla lettura dei libri. Le prime cifre riguardano gli utenti “saltuari”. Dall’indagine emerge che il 44% della popolazione italiana adulta ha acquistato un libro nel 2011, mentre il 49% ha letto un libro nello stesso arco di tempo. Acquistare un libro si conferma essere un’attitudine prevalentemente femminile: il 48% degli acquirenti è donna, mentre la quota degli uomini si ferma al 42%. La differenza di genere si accentua sulla lettura: il 53% delle donne legge libri, contro il 43% degli uomini. La quota più alta dei lettori si registra tra i 14 e i 19 anni d’età: il 70% dei ragazzi dichiara infatti di leggere un libro l’anno.
 
NORD BATTE SUD – La differenza tra il Sud Italia e il resto del paese resta profonda, anche per quanto riguarda la lettura dei libri. Dall’indagine emerge che si legge di più al Nord e al Centro, dove la percentuale dei lettori si assesta tra il 52-53%, mentre nel Meridione il dato scende al 39%, ben 10 punti sotto la media nazionale. Anche gli acquirenti di libri si distribuiscono allo stesso modo: al Centro-Nord superano la media nazionale del 45%, attestandosi tra il 48 e il 51%, mentre al Sud acquista libri solamente il 36% della popolazione.
  
REDDITO E ISTRUZIONE – Un altro elemento discriminante è rappresentato dalla fascia di reddito. Più gli individui sono benestanti, maggiore è la predisposizione all’acquisto e alla lettura. La fascia di reddito più elevata è la prima sia tra gli acquirenti (61%), sia tra chi dichiara di aver letto almeno un libro nel 2011 (63%). La percentuale dei lettori, invece, scende al 46% quando le famiglie sono appena formate, di ben 3 punti percentuali sotto la media nazionale. Anche la correlazione con l’istruzione è notevole: il 75% dei laureati dichiara di acquistare e leggere libri. Percentuali che rimangono alte se consideriamo anche studenti, dirigenti, imprenditori e liberi professionisti. Livelli di lettura inferiori alla media si registrano invece tra chi possiede la licenza elementare o media, ma anche tra gli operai, i ritirati dal lavoro e le casalinghe.
 
CALANO ACQUIRENTI E LETTORI – Dal rapporto emerge che il 7% della popolazione (3,8 milioni di italiani) è costituita da “Alto acquirenti”, ovvero coloro che hanno comprato nel 2011 tra i 9 e i 12 libri. Sono stati loro ad acquistare il 52% dei libri nel 2011, oltre la metà degli acquisti editoriali in Italia, pari a 63 milioni di copie, su un totale di 135 milioni di copie acquistate. Gli “Alto lettori”, ovvero chi hanno letto tra i 9 e i 12 libri, rappresentano il 14% della popolazione adulta italiana, e a essi va attribuito il 58% dei libri letti nel 2011, pari a 86 milioni sui 169 milioni di libri letti nello scorso anno. Dati in calo se confrontati con quelli dell’anno scorso. Rispetto all’ultimo trimestre del 2010, sono state vendute 1,7 milioni di copie in meno nel periodo di ottobre-dicembre 2011, pari a un calo degli acquisti del 10%. Si è passati dal 33% degli acquirenti di almeno un libro nell’ultimo trimestre del 2010 al 29% degli acquirenti di almeno un libro nello stesso periodo del 2011. Anche i lettori sono calati, passando dal 32 al 30%. Un dato importante, che ha fatto calare del 6% il tasso di lettura in dodici mesi.

 

12 aprile 2012

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