La nuova agenzia letteraria “Alferjeprestia"

Qual è il ruolo di un agente letterario oggi?

Valentina Alferj, da anni al fianco di Andrea Camilleri, ci illustra il ruolo dell’agente letterario oggi e fornisce alcuni consigli agli scrittori emergenti
Qual è il ruolo di un agente letterario oggi?

MILANO – Non solo selezionare buoni libri e presentarli agli editori idonei, ma anche curare tutta la vita del  libro, soddisfano le esigenze, non solo economiche, del proprio autore. E’ questo il ruolo principale di un agente letterario oggi secondo Valentina Alferj, agente letteraria che da anni segue Andrea Camilleri e che da poco ha deciso di fondare insieme a Carmen Prestia, responsabile per molti anni dei diritti esteri Einaudi e poi Newton Compton, l’agenzia letteraria “Alferjeprestia”. In questa intervista, Valentina Alferj ci illustra nel dettaglio il ruolo dell’agente letterario oggi e fornisce alcuni consigli agli scrittori emergenti.

 

Come nasce l’idea di aprire l’agenzia letteraria? Quali sono i vostri autori di punta?
Dopo una breve esperienza in una grande agenzia italiana, la Ali, e soprattutto dopo 15 anni accanto a Camilleri, ho pensato fosse giunto il momento di mettermi in proprio e provare a curare anche il lavoro di altri autori.
L’incontro con Carmen Prestia, responsabile per molti anni dei diritti esteri Einaudi e poi Newton Compton, mi ha dato il coraggio necessario.
Essendo un’agenzia giovane, abbiamo il privilegio di poterci occupare solo di autori che ci piacciono moltissimo e che abbiamo fortissimamente voluto. Il tratto comune che li contraddistingue è sicuramente il valore letterario, consideriamo veramente tutti i nostri scrittori come autori “di punta”.

Sopra  tutti l’immenso Camilleri senza il quale il progetto dell’agenzia non si sarebbe concretizzato.

Il ruolo dell’agente letterario è poco conosciuto ai più: vogliamo inquadrare questa figura, oggi, in Italia? Esso ha lo stesso peso rispetto a quanto avviene all’estero?

In un momento in cui l’editoria italiana è in fase di grande mutazione, l’agente, oltre a selezionare buoni libri e presentarli agli editori idonei, deve curare anche tutta la vita del  libro. A partire dal contratto,  diamo dei suggerimenti sul testo, coordiniamo con l’editore la promozione, le strategie di marketing, il lancio stampa, selezioniamo la presenza degli autori ai Festival e agli eventi culturali e siamo presenti in tutte le fiere italiane e internazionali per promuovere i nostri autori. Grazie all’esperienza di Carmen, siamo molto concentrate sul mercato estero.

Inoltre a seguire i nostri autori  nelle presentazioni e sui social abbiamo una ragazza bravissima: Giusi Migliaccio.

 

Quanto conta lo scouting di nuovi talenti nell’attività di un agente letterario?

Conta moltissimo. E’ l’unico modo per dare vita ad un mercato che è spesso cannibale, in cui tutti gli editori cercano di pubblicare gli stessi autori.

Emergere nel mercato editoriale italiano non è facile. Quali consigli ti senti di dare ad un autore emergente, indeciso se gestirsi autonomamente o rivolgersi ad un’agenzia?

Il mio consiglio per un autore emergente, è innanzitutto leggere molto, selezionare con cura l’editore che potrebbe pubblicare il testo secondo le scelte editoriali di quest’ultimo.
Se l’autore decide di avvalersi della figura di intermediazione dell’agente, deve sapere  che il compito di un agente letterario è quello di concludere un buon contratto di edizione tra lo scrittore e l’editore. Un buon contratto non ha a che fare solo con l’anticipo che va tenuto comunque in considerazione ma non come elemento esclusivo.
Non è facile emergere in un paese  come il nostro. Non è facile farlo per nessuno, figurarsi per chi ha scelto uno dei mestieri più belli al mondo: raccontare storie e farsi ascoltare.

 

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