l'ESPERIMENTO

Può un testo con colori diversi aiutare a comprendere i libri più difficili?

L'editore Tim Chester ha superato le difficoltà nel leggere “L’Urlo e il furore” di William Faulkner grazie alla scrittura del libro in 14 colori diversi
Può un testo con colori diversi aiutare a comprendere dei libri più difficili?

MILANO – Una delle maggiori difficoltà di un non appassionato lettore è quella di approcciarsi con difficoltà a grossi libri, o interrompere la lettura di un’opera il cui testo appesantisce troppo la vista. Una soluzione sembra provenire dall’America. Due mesi fa, Tim Chester, un famoso editore inglese e appassionato di musica, ha cominciato a leggere “L’Urlo e il furore” di William Faulkner e ha deciso di condividere con i lettori di Mashable le difficoltà che ha incontrato nella lettura di questo romanzo.

LIBRI DIFFICILI – La prima difficoltà riguarda il fatto di averlo trovato ricco di prosa: infatti leggeva circa due pagine al giorno. Secondo Tim, il racconto classico di Faulkner è un libro più difficile da finire di leggere rispetto a tutti gli altri libri. Grazie ad una nuova edizione estratta dal “Folio Society” , in cui la prima parte del libro è stata scritta in 14 colori diversi, che nella narrazione rappresentano le varie sequenze, il giovane editore è riuscito a migliorare. Inoltre si è soffermato sul rapporto di “odio-amore” che ha con i libri difficili.

PUBBLICATO CON COLORI DIFFERENTI – “Ogni pagina del libro – sottolinea Tim – richiede la tua attenzione”. Faulkner stesso riconobbe la complessità del romanzo quando lo descrisse al suo amico e agente Ben Wassos come “un vero figlio di…” e a suo zio come “Il libro più maledetto che io abbia letto finora”. Inoltre, Faulkner si è ripetutamente espresso in questo modo rispetto al romanzo, con la speranza che un giorno questo potesse essere pubblicato in inchiostri di colori differenti per segnalare i diversi periodi temporali. Il sogno, infine, è diventato realtà grazie ad un’esagerata edizione inserita nel Folio Society, in cui la sezione dedicata a Benjy presenta il rosso, il verde e il blu per sottolineare il modo in cui sono state scritte determinate cose. Un segnalibro con il numero di note e la descrizione esatta di come la memoria/il periodo di tempo in cui ci si trovava, ha aiutato a creare note più complete sull’erudito Faulkner (circa 200 pagine in totale invece delle 300 del libro).

APPROCCIO GIOCOSO – Ma Tim si chiede: “Esiste davvero una versione che ti indica come bisogna leggere “L’Urlo e il Furore” per la prima volta?” Non necessariamente. Ti dà solo delle indicazioni su come affrontare il testo e anche se senza accorgersene, fa anche un po’ di spoiler. È un approccio giocoso, che si accorda perfettamente con l’epoca in cui viviamo. Perché, secondo l’editore, apprendere in generale vuol dire anche distaccarsi dai mattoni tradizionali per utilizzare libri colorati e metodi più interattivi. Ecco quindi – conclude Tim – svelato il metodo attraverso il quale è possibile leggere più piacevolmente i libri più lunghi e noiosi. “Sono certo che non avrei mai potuto avere il tempo di leggere realmente “L’urlo e il furore” senza questi sussidi nel più breve tempo possibile. Lavorare con la prosa di Faulkner, stratificata e allusiva riga dopo riga, sarebbe stata un’operazione troppo lenta da compiere nei brevissimi momenti liberi che si riescono a trovare alla fine della giornata. Questa invece, è un’esperienza che ci permette di meditare e gioire.” Parola di Tim Chester.

 

Roberta Nardone

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