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“P.S.: scrivimi sempre”, il romanzo epistolare di due amiche

"P.S.: scrivimi sempre" è il nuovo libro di Laura Torrisi e Sara Gazzini. Un romanzo epistolare dove le due amiche si scambiano una serie di email: un fiume in piena di riflessioni, aneddoti, emozioni

P.S.: scrivimi sempre” è il nuovo libro, edito per Mondadori, di Laura Torrisi e Sara Gazzini. Un romanzo epistolare dove le due amiche si scambiano una serie di email. In queste, un fiume in piena di riflessioni, aneddoti, emozioni, riempiono le pagine, facendo di questo libro un vero e proprio tesoro.

Un libro fatto di sincerità

Sara Gazzini e Laura Torrisi sono due amiche, due donne, due persone che amano raccontarsi e amano farlo con sincerità. Sara Gazzini, nell’intervista ha espresso molto chiaramente questo concetto dicendo che “Non c’è stato uno schema preimpostato nello scrivere il libro. Tutto è venuto naturalmente, come un vero fiume in piena. La caratteristica principale, infatti, è proprio la sincerità. Non c’è nulla di costruito, queste siamo noi e ci siamo raccontate con vera intimità!”

È emozionante vedere come due donne adulte siano in grado di diventare una squadra, un punto di riferimento una per l’altra. Sara e Laura, a prescindere dalla loro popolarità, rivelano le abitudini dell’essere madre, le paura, le delusioni amorose che non cambiano mai. Così, il lettore è in grado di sentirsi parte della storia e, soprattutto, è in grado di esclamare “Wow, anche per me è così!”

L’importanza del dolore

Un’altra cosa molto importante, in questo libro, è il ruolo che viene dato al dolore, alle cicatrici. Entrambe le scrittrici raccontano gli aspetti “meno felici” della loro vita, dimostrandosi vulnerabili e frangibili. Dimostrandosi essere umani. Così, riflettono sul ruolo dei brutti momenti, quelli che ti obbligano a pensare, a fare i conti con la tua vita, a tirare fuori le unghie. In fondo, col senno di poi, riusciamo sempre a dare un senso al dolore. Magari è riuscito a portarci verso strada sconosciute e sorprendenti.

C’è una parte molto interessante in cui Laura Torrisi scrive che nella sua vita ha imparato a “cercare la chiave anche nell’ombra”. Credo che l’intero libro, in ogni sua sfumatura, sia invece una ricerca continua delle “chiavi, nella luce e nell’ombra”. Trovare un senso al nostro passato non è semplice, ma saperglielo dare significa saper andare avanti.

Come è cambiato il nostro modo di aspettare

Ormai con i messagini di Whatsapp e le stories di Instagram, non siamo più abituati ad aspettare. Prima si aspettavano i bigliettini del compagno di classe, quello che ci faceva battere il cuore, quello che potevamo vedere a ricreazione. Prima la distanza, quando si era fidanzati, era davvero tosta da sopportare. Non c’erano videochiamate o altro. C’era l’attesa, il ricordo, la fantasia. Sara e Laura colgono l’occasione, nelle loro riflessioni, per parlare dei vecchi tempi, quando bisognava aspettare qualsiasi cosa. Quando il tempo era dilatato.

“Anche le stesse email ci hanno messo alla prova con il concetto di pazienza. Entrambe siamo delle persone particolarmente impazienti, per questo siamo tornate a sentire quella sensazione di attesa, che si viveva prima quando si scrivevano le email o le cartoline.”

L’endometriosi e Laura Torrisi

Laura Torrisi, in un passo del romanza, affronta un argomento molto delicato: l’endometriosi. Una malattia cronica dell’apparato genitale femminile, che causa dolori debilitanti e, spesso, infertilità. Parlare di Endometriosi, oggi, risulta necessario per fare fronte alla medicina patriarcale che tende a nascondere queste malattie tipicamente femminili. Una medicina che dà per scontato il dolore delle donne. Donne che, adesso, vogliono dare dignità ai loro problemi.

“Ho voluto parlare della mia malattia perché oggi se ne parla troppo poco. A me è stata diagnosticata 10 anni fa, dopo immensi ritardi ed errori. Ero arrivata a non vivere più per i forti dolori e la paura di non poter avere Martina, mi ha fatta soffrire enormemente.”

 

 

 

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