Letteratura e natura

Il primo romanzo ecologista che ha ispirato Into the wild

"Walden ovvero Vita nei boschi" è il primo romanzo ecologista della letteratura, da cui è stato ispirato il film "Into the wild"
Il primo romanzo ecologista che ha ispirato Into the wild

MILANO – Il primo romanzo ecologista della letteratura è Walden ovvero Vita nei boschi, il celebre romanzo che ha reso noto lo scrittore statunitense Henry David Thoreau. Si tratta del resoconto di un esperimento vissuto in prima persona dallo scrittore in cui la protagonista incontrastata è la Natura. Lo scrittore Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017, ha affermato che Walden è una delle sue bibbie personali “della vita all’aria aperta e della religione della natura.” I valori che vengono promulgati sono quelli del rispetto della natura, della semplicità, dell’autenticità, della solitudine e della ricerca di sé.

Walden, un uomo nella natura

Thoreau, amico del grande e apprezzatissimo scrittore americano Emerson, è un filosofo, scrittore e poeta statunitense del XIX secolo che prese in esame principalmente il tema della Natura, intesa come fonte di benessere e soluzione all’esistenza dell’uomo. Nella Natura infatti l’uomo trova serenità e pace, lontano dal mondo caotico, artificiale e impuro della metropoli e della civiltà in generale. La Natura va preservata selvaggia e incorrotta, in quanto essenza dell’esistenza. Scrive infatti in Walking, libro in cui l’autore raccoglie le riflessioni e i pensieri raccolti durante le sue lunghe escursioni e camminate nella natura:

Dalla natura selvaggia dipende la sopravvivenza del mondo.

L’opera però in cui il pensiero e la filosofia di Thoreau è maggiormente spiegata è Walden ovvero Vita nei boschi, il libro del 1854 in cui l’autore descrive l’esperimento che ha vissuto sulla sua pelle, ossia vivere per due anni, da luglio del 1845 a settembre del 1847, in una capanna costruita da lui nel bel mezzo della campagna del Massachusetts, lungo il lago Walden, nei pressi della cittadina di Concord. Lo scrittore decise di lasciare la civiltà, gli affetti, la città e vita moderna, per immergersi completamente nella natura e vivere secondo semplicità e autenticità, due valori inesistenti nel mondo civilizzato. Una ricerca di un rapporto intimo con la Natura, stimolata dal pensiero ottimista secondo cui l’uomo è artefice del proprio destino ed è dipendente da sensazioni e emozioni, non da oggetti. Thoreau dimostra con questo romanzo che l’uomo riesce a vivere anche in condizioni di povertà materiale e anzi da queste riesce a trarre maggior felicità nell’apprezzare la vita, gli eventi e le cose.

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.

Into the wild

Una storia che ricorda molto quella del film Into the wild: infatti il film è stato ispirato proprio dal Walden, di cui lo stesso protagonista Christopher McCandless è lettore e estimatore. Into the wild comunque è tratto da una storia vera: Christopher McCandless, sotto lo pseudonimo di Alexander Supertramp, è stato un viaggiatore statunitense che come Thoroeau ha deciso di lasciare tutto e di vivere in solitudine per un certo periodo di tempo, giungendo infine nelle terre selvagge dell’Alaska nell’aprile del 1992, con poco cibo e scarse attrezzature.

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