Ottant’anni e non sentirli. Il Premio Strega non è solo un concorso letterario; è il diario di bordo della cultura italiana. Quest’anno, il celebre premio letterario promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento taglia il traguardo degli ottant’anni, e lo fa con un programma di iniziative che intreccia la memoria storica della Repubblica con le nuove sfide del contemporaneo.
Un omaggio a Roma: la finale al Campidoglio
La notizia più significativa riguarda la serata finale. L’8 luglio, il Premio Strega lascerà eccezionalmente la sua storica “casa” al Ninfeo di Villa Giulia per salire sul colle più alto di Roma: Piazza del Campidoglio.
“Vogliamo ribadire il rapporto speciale che lo Strega ha con Roma”, ha spiegato Giovanni Solimine, Presidente della Fondazione. Una scelta che ha un forte valore simbolico: proprio nel giugno del 1944, a pochi giorni dalla liberazione della città, si teneva la prima riunione degli “Amici della domenica”. Festeggiare l’ottantesimo anniversario nel luogo simbolo dell’Amministrazione Capitolina significa riportare il premio alle sue radici civili e democratiche.
Il claim del Premio Strega 2026: “Quasi una vita”
Il titolo scelto per questa edizione è un omaggio doppio. Da un lato richiama Corrado Alvaro, che nel 1951 vinse lo Strega con il libro omonimo in un’annata cruciale (quella della “grande cinquina” con Moravia e Levi). Dall’altro, celebra la parola “vita”, la più ricorrente nei titoli dei libri che hanno partecipato al premio in otto decenni (con 23 occorrenze), 6 dei quali premiati: oltre a quello di Alvaro, La miglior vita di Fulvio Tomizza (1977), La vita ingenua di Vittorio Gorresio (1980), Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo di Alessandro Barbero (1996), Vita di Melania G. Mazzucco (2003), Due vite di Emanuele Trevi (2021).
È il segno di una letteratura che non ha mai smesso di interrogarsi sull’esistenza umana e sulla società.
La locandina 2026
L’immagine di questa edizione è affidata all’estro di Marco Oggian. Il suo manifesto vede come protagoniste la “Letteratura” e la “Strega”, unite da una scala che simboleggia il percorso creativo: un cammino che conta tanto quanto il traguardo finale.
Nato nel 2016, il progetto Streghe d’artista ha visto la collaborazione di alcuni dei migliori illustratori italiani – Alessandro Baronciani, Emanuele Fior, Riccardo Guasco, MP5, Franco Matticchio, Lorenzo Mattotti, Emiliano Ponzi, Elisa Seitzinger, Andrea Tarella e Olimpia Zagnoli – i cui manifesti si sono ispirati liberamente al disegno di Mino Maccari sulla prima urna di voto del premio, utilizzata dal 1947 al 1980.
La cultura si mette in mostra: dal MACRO alla Cineteca
Il cuore delle celebrazioni sarà la mostra al MACRO di Roma, in apertura il 29 aprile, che propone un viaggio suggestivo tra l’anima pubblica e quella privata del Premio Strega. L’allestimento, curato da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, si snoda su due livelli complementari: il primo riguarda il racconto pubblico. Lungo il perimetro della sala, una “biblioteca ideale” espone oltre mille volumi, dalle prime edizioni del 1947 a oggi. È una cronaca visiva fatta di libri intesi come oggetti d’arte, ritagli di giornale e fotografie che ripercorrono le votazioni, le polemiche e i momenti più spettacolari che hanno reso il premio un fenomeno mediatico.
Il secondo livello richiama una dimensione più intima: al centro della sala cambia l’atmosfera. Una “stanza-diorama” ricostruisce il celebre salotto Bellonci, ricreando con oggetti e arredi originali quel laboratorio domestico dove scrittori e artisti si incontravano, dando vita allo spirito originario della manifestazione.
Il percorso è arricchito da interventi di artisti contemporanei e da una rassegna cinematografica curata da Gian Luca Farinelli, che esplora il legame tra le pagine dei libri vincitori e il grande schermo. La mostra non resterà confinata a Roma: grazie alla collaborazione con la Cineteca, le proiezioni arriveranno anche a Bologna, unendo idealmente le due città nel segno della cultura.
L’Archivio digitale e il PNRR
Grazie ai fondi del PNRR per la transizione digitale, il patrimonio della Fondazione diventa accessibile a tutti. È stata completata la digitalizzazione del Fondo Premio Strega (1947-1986) e del Fondo Maria Bellonci. Tramite virtual tour e QR code, gli studiosi e i curiosi potranno consultare appunti autografi, corrispondenze inedite e i verbali delle votazioni che hanno segnato la storia del Novecento.
Tra gli appuntamenti principali del programma, è in corso il ciclo Dialoghi sulla Costituzione. Diritti, storie, voci dell’Italia democratica, in programma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. I primi appuntamenti si sono svolti il 18 gennaio con Silvia Avallone e Edoardo Nesi e il 1° febbraio con Anna Foa e Giovanni Grasso.
Proseguiranno poi l’8 marzo con Marianna Aprile e Melania G. Mazzucco e il 12 aprile con Donatella Di Pietrantonio e Sandro Veronesi. Gli incontri riflettono sull’ottantesimo anniversario dell’Assemblea costituente e affrontano alcuni articoli fondamentali della Carta – il lavoro, il voto, il ruolo delle donne e della famiglia – attraverso le parole di scrittrici e scrittori che hanno raccontato l’Italia contemporanea. Tutti gli incontri sono introdotti dal costituzionalista Alfonso Celotto.
Uno sguardo al futuro: giovani, poesia e Messico
Da oggi, gli Amici della domenica possono presentare le loro proposte di candidatura. La conferenza stampa di annuncio della dozzina del Premio Strega 2026 si terrà il 1° aprile presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano, ospiti della Camera di Commercio di Roma. La cinquina si terrà come di consueto al Teatro Romano di Benevento il 3 giugno.
Il Premio Strega oggi è una costellazione di riconoscimenti che abbraccia la Poesia, la Saggistica, l’Europa e il mondo dei Ragazzi. Le celebrazioni usciranno dai confini nazionali: a luglio, i finalisti saranno ospiti a Città del Messico e Guadalajara, preparando il terreno per la partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla FIL (Feria Internacional del Libro) di dicembre.
