Premio Strega 2026: annunciata la dozzina finalista, tra storia e impegno

1 Aprile 2026

Il Premio Strega ha annunciato oggi la dozzina della LXXX edizione nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano. È stata Melania G. Mazzucco ad annunciare tra le 79 opere proposte dagli Amici della domenica le dodici ammesse a concorrere.

Premio Strega 2026 annunciata la dozzina finalista, tra storia e impegno

Le maestose colonne del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma hanno ospitato l’annuncio della dozzina finalista del Premio Strega 2026. Non è un anno come gli altri: la LXXX edizione celebra ottant’anni di letteratura, polemiche, passioni e, soprattutto, di identità culturale italiana.

In una conferenza stampa gremita, coordinata dal direttore della Fondazione Bellonci Stefano Petrocchi, i vertici del premio e le istituzioni hanno svelato i dodici titoli che si contenderanno il ninfeo di Villa Giulia (anche se quest’anno la finale si sposterà, per un’occasione speciale, sul palcoscenico istituzionale del Campidoglio).

La selezione: una fotografia dell’Italia che scrive

A presentare la dozzina è stata Melania G. Mazzucco, presidente del Comitato direttivo, che ha offerto una panoramica lucida e per certi versi sorprendente sullo stato di salute della nostra editoria. Tra le 79 opere proposte inizialmente dagli “Amici della domenica” – un numero che testimonia il fermento instancabile del settore – la selezione finale è il risultato di un delicato equilibrio tra grandi firme e nuove voci.

L’analisi della Mazzucco ha evidenziato un dato demografico e stilistico fondamentale: sebbene la maggioranza degli autori appartenga alle generazioni nate negli anni Cinquanta e Sessanta, non mancano i contrasti generazionali, con una forbice che va dai 20 ai 94 anni. Tuttavia, è il contenuto a segnare la vera svolta di questa ottantesima edizione.

Addio auto-fiction: il grande ritorno della storia

Per anni abbiamo assistito al dominio quasi incontrastato dell’auto-fiction, di quel “narcisismo letterario” in cui l’autore scava nel proprio io, nella propria memoria familiare o nei propri traumi personali. Il 2026 segna un’inversione di rotta drastica.

“L’elemento più rilevante di quest’anno è il ritorno del romanzo,” ha spiegato la Mazzucco. “Il ritorno della storia e delle storie.”

I libri scelti ci dicono che gli scrittori hanno ricominciato a guardare fuori dalla finestra. Il romanzo torna a essere storico, collettivo, d’inchiesta. L’autore non è più solo il protagonista della propria sofferenza, ma si fa testimone, cronista e investigatore dei fenomeni del mondo. Riaffiora il tema del lavoro, un argomento spesso “carsico” nella nostra letteratura, e torna una narrazione del sesso finalmente aggiornata alla contemporaneità, spogliata dai vecchi tabù e calata nella realtà fluida di oggi.

I dodici titoli in gara per il Premio Strega 2026

La dozzina di quest’anno è un mosaico di generi e stili, che vede sfidarsi colossi dell’editoria e realtà indipendenti di grande prestigio:

Maria Attanasio, La Rosa Inversa (Sellerio)

Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet)

Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori)

Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo)

Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi)

Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli)

Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi)

Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani)

Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo)

Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma)

Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi)

Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda)

Ottant’anni di Strega: mostre, arte e memoria

Per festeggiare l’ottantesimo compleanno, il Premio non si limita alla gara letteraria. L’illustrazione di quest’anno, parte del progetto Streghe d’Artista, è stata affidata al talento di Marco Oggian. Il suo manifesto pop e simbolico mette al centro la relazione tra la Letteratura e la figura della Strega, unite da una scala che rappresenta il valore del percorso creativo: un invito a godersi il viaggio della scrittura, non solo il traguardo del premio.

Il 29 aprile, inoltre, inaugurerà al MACRO di Roma la mostra “Uno, cinque, dodici”. Sarà un’occasione imperdibile per i lettori per immergersi in una “biblioteca ideale” che raccoglie tutti i volumi selezionati dal 1947 a oggi. Sarà un viaggio attraverso il publishing inteso come forma d’arte, tra prime edizioni rarissime e la ricostruzione del celebre salotto Bellonci.

Il calendario del premio letterario

Il viaggio verso la finale dell’8 luglio al Campidoglio sarà intenso. Tra le tappe più attese, lo Strega Tour che toccherà oltre 25 città e varcherà i confini nazionali arrivando fino in Messico. Senza dimenticare il legame con i giovani: il Premio Strega Giovani, giunto alla sua tredicesima edizione, vedrà una giuria di mille studenti decidere il proprio vincitore il 27 maggio a Genova.

Il Premio Strega 2026 non è solo una competizione, ma il termometro di un Paese che, attraverso i libri, cerca ancora di capire chi è e dove sta andando. Non ci resta che iniziare a leggere: la sfida è appena cominciata.

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