Piernicola Silvis, “Nel mio nuovo libro scoprirete che fine ha fatto il serial killer di Formicae”

L'ex questore di Foggia ritorna in libreria con "La Lupa", sequel di Formicae, non escludendo un terzo capitolo per la trilogia che vede protagonista il poliziotto Renzo Bruni
Piernicola Silvis,

MILANO – Ciò che avviene nell’attualità, soprattutto per quanto riguarda la cronaca nera, dimostra come la realtà superi spesso di gran lunga la fantasia. Lo sa bene Piernicola Silvis, ex questore di Foggia con una lunga militanza il polizia che nel 2006 con il romanzo “Un assassino qualunque” ha scoperto la sua vocazione di scrittore di noir e thriller. Silvis ritorna in libreria con “La Lupa“, sequel di Formicae, non escludendo un terzo capitolo per la trilogia che vede protagonista il poliziotto Renzo Bruni.

 

Da questore ad autore: come è nata la tua passione per la scrittura?

Fin da piccolo nella mia mente inventavo storie, poi quando ho cominciato a leggere romanzi thriller e spy story, ho pensato che mi sarebbe piaciuto condividere con un pubblico queste passioni. E aver fatto il funzionario di Polizia mi ha dato gli strumenti tecnici per sapere cosa scrivere quando si parla di thriller.

 

Fiction o realtà: da cosa trai maggiore ispirazione per i tuoi libri?

Parto sempre dalla realtà, ma mi piace plasmarla come dico io assecondando la fantasia, quindi la realtà iniziale si trasforma presto in fiction.

 

E’ in uscita “La Lupa”. Ce ne puoi parlare, partendo dal titolo?

È il sequel di Formicae. Molti, fra cui illustri recensori, mi hanno chiesto di sapere come continuava, e così ho pensato di dargli un seguito. In breve, la trama è questa. Foggia: Diego Pastore, il serial killer di bambini protagonista di Formicae, non è morto ma è ricoverato nell’ospedale di San Giovanni Rotondo. Un clan garganico capeggiato da un boss la cui moglie è soprannominata la Lupa, per la sua forza e la sua spietatezza, fa evadere Pastore con un’azione da commandos, e lo affilia al clan. La caccia all’evaso parte immediatamente, e anche in questo romanzo viene diretta da Renzo Bruni, poliziotto dello SCO di Roma, uomo disincantato ma duro e legalista. La lotta fra i clan sanguinari del Gargano e la Società foggiana, detta la Quarta Mafia, e lo Stato, impersonato da Bruni, porterà il lettore alla parola “fine” senza troppi sbadigli. O almeno lo spero. Non escludo di chiudere in futuro la saga Bruni / Foggia con un terzo romanzo. Si vedrà.

 

Esiste un fatto di cronaca così particolare che sembra uscito da un libro poliziesco, e che magari avresti voluto scrivere tu?

Talvolta mi capita, sì. In particolare mi colpiscono le violenze familiari, tipo quelle di padri che tengono figlie segregate in cantina per trent’anni in catene. Ho figli, e anche sforzandomi e mettendo a frutto tutta la mia empatia, non riesco a capire come sia possibile. Ecco, forse una di queste storie dell’orrore non mi sarebbe dispiaciuto scriverla. Anche perché sono la dimostrazione di come davvero la realtà superi spesso di gran lunga la fantasia.

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