Perché l’ONU ha istituito la Giornata Mondiale della Felicità

In occasione della Giornata Mondiale della Felicità, abbiamo chiesto alla psicoterapeuta Rachele Bindi in che modo la lettura favorisca il buon umore
Perché i libri rendono felici

MILANO – Il 28 giugno 2012 l’ONU istituisce la Giornata Mondiale della Felicità, “consapevole che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità».

Sottolineare l’importanza di qualcosa che è così intangibile come la Felicità potrebbe sembrare un esercizio poco concreto e lontano dalla vita reale, ma le parole usate dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, durante la 66a sessione dell’Assemblea Generale sono piuttosto pragmatiche: il mondo “ha bisogno che venga riconosciuta la parità tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile, il benessere sociale, economico e ambientale che sono indivisibili e che determinano la felicità globale lorda”. La ricerca della felicità, obiettivo umano fondamentale, trova quindi il suo riconoscimento – oltre che nella filosofia e nella psicologia – nella politica, nell’economia e nell’ambiente, entrando a pieno titolo tra i diritti fondamentali dell’uomo.

Forse non tutti sanno che le classifiche relative ai Paesi più felici al mondo (l’anno scorso il primato era andato alla Finlandia, dovremo aspettare il 20 marzo per vedere i risultati aggiornati di Gallup World Poll) sono definite in base a questi elementi: reddito, speranza di vita in buona salute, sostegno sociale, libertà, fiducia e generosità.

E se dovessimo stilare una graduatoria degli individui più felici, quali indicatori potremmo usare?

Mi sono dedicata con tale entusiasmo al tema della ricerca della felicità, chiedendomi come la si possa raggiungere in modo facile e in tempi rapidi, che alla fine tutte le mie riflessioni e il materiale che ho raccolto sono confluiti in un libro che uscirà nel mese di aprile.

Per intraprendere questo viaggio naturalmente non potevo che partire dalla mia professione di psicoterapeuta che cerca di comprendere l’uomo alla luce della psicologia analitica di Jung, e dalla mia più grande passione, la lettura.

Dopo mesi di appunti volanti, di ricerche, di idee che ti svegliano di notte, di libri consigliati da persone che stimo e che ho divorato per capire se contenevano quello che cercavo, di revisione di appunti di tutte le conferenze, i seminari, le letture, di correzione e riscrittura, ora posso finalmente dirlo: ho la mia personale ricetta per cercare di essere più felici e non vedo l’ora di condividerla con tutti i lettori che vorranno provare ad applicarla.

Di che cosa si tratta? Di un viaggio ragionato in 135 libri, in cui i lettori potranno misurarsi con le storie scelte per approfondire gli aspetti più importanti legati alla felicità individuale attraverso il metodo libroterapico.

Con “I libri che fanno la felicità”, Vallardi Editore, impareremo a individuare nelle storie scritte da altri gli spunti necessari per rendere più felice la storia personale di ognuno di noi.

Perché la felicità va costruita tutti i giorni, non solo il 20 marzo!

Rachele Bindi

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