Senso civico

Perché è importante raccontare i princìpi della Costituzione ai bambini

Lo abbiamo chiesto a Monica Celentano e Chiara Tripodina, autrici del libro "Palmiro e il sommo libro della Costituzione"
Perché è importante raccontare i princìpi della Costituzione ai bambini

MILANO – «Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo». Questa frase di Maria Montessori [Educazione per un mondo nuovo, 1946] ben sintetizza ciò che ci ha mosso a scrivere un libro per raccontare racconti alle bambine e ai bambini i principi fondamentali della nostra Costituzione, a settant’anni dalla sua entrata in vigore: il radicato convincimento che molto di ciò che sarà la società italiana di domani dipenda da ciò che le bambine e i bambini di oggi apprendono ed elaborano, in famiglia e a scuola. Tanto prima inizia l’educazione alla cittadinanza, e cioè alla convivenza nel reciproco rispetto, tanto più facilmente essa viene interiorizzata e praticata in modo naturale.

Parlare della Costituzione ai bambini – della storia della sua nascita e dei suoi contenuti – non deve dunque rappresentare un tabù: essa, e particolarmente i Principi fondamentali, non rappresentano infatti un testo duro e difficile per le orecchie dei più piccoli. Anzi, i costituenti nel redigerla vollero che fosse, «più che è possibile, breve, semplice e chiara; tale che tutto il popolo la possa comprendere» [Meuccio Ruini, Relazione al Progetto di Costituzione della Repubblica Italiana, 6 febbraio 1947]. Tutto il popolo, compresi i bambini. Per questo usarono il linguaggio eterno e universale della dignità, della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza: princìpi fondamentali che non è mai troppo presto apprendere e mettere in pratica. Non solo per essere cittadini ma, in definitiva, esseri umani.

Le bambine e i bambini, dunque, hanno bisogno della Costituzione per vivere bene insieme.
Ma anche la Costituzione ha bisogno delle bambine e dei bambini per vivere. Come scrive
Marta Cartabia, Vice-presidente della Corte costituzionale, nella presentazione del libro: «Il capitale che i nostri padri e le nostre madri ci hanno consegnato può andare disperso o essere dilapidato. La memoria può sbiadire, il portato della storia può essere vissuto con ovvietà, il suo valore e il suo significato possono smarrirsi». La Costituzione ha dunque bisogno di essere conosciuta, custodita e realizzata per non rimanere solo un pezzo di carta.

Per questo obiettivo non secondario del libro è anche che la Costituzione italiana – almeno nella parte dei suoi Princìpi fondamentali, che accompagnano in conclusione il libro – entri, attraverso le bambine e i bambini, in ogni casa e venga qui conosciuta, custodita e realizzata, almeno per la parte che a ciascuno compete. “Affidare”, “custodire” e “realizzare” sono, d’altra parte, le parole che usò Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea costituente, nel licenziare il testo costituzionale appena approvato: «L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e di fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato
realizzatore».

Questo il senso della raccomandazione che chiude il libro: «Fate camminare la Costituzione con le vostre gambe, bambine e bambini, e non smettete mai mai mai di lottare per difendere i vostri diritti e di impegnarvi per adempiere i vostri doveri. Siate sempre vigili, non distraetevi mai, non dite mai “non mi riguarda”, perché – le parole sono di Clamandrei – “la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale solo quando comincia a mancare”».
E questa anche il senso della risposta alla domanda che ci siamo sentite rivolgere dalle bambine e dai bambini di una scuola primaria di Torino: «Ma cosa succede se qualcuno distrugge tutte le copie della Costituzione? La Costituzione non c’è più?». La Costituzione ci sarà, finché qualcuno avrà interesse a realizzarla. Il pericolo peggiore non è la distruzione materiale, ma l’ignoranza e l’indifferenza morale.

Raccontare i Princìpi fondamentali della Costituzione italiana alle bambine e ai bambini che vivono in Italia significa, dunque, forse proprio questo: renderli responsabili della loro Costituzione. Per essere cittadini – non solo dell’Italia, ma ormai dell’Europa e del mondo intero – “pieni”: tutelati nei diritti come impegnati nei doveri.

Il libro “Palmiro e il sommo libro della Costituzione” si sviluppa in dieci capitoli. Ogni capitolo si apre con un racconto. I racconti sono legati uno all’altro da un filo narrativo comune: le bambine e i bambini seguiranno le avventure di Palmiro, alla ricerca del Sommo Libro della Costituzione. Una vera e propria odissea, in cui Palmiro, attraversando luoghi fuori dal tempo e incontrando personaggi bizzarri, mosso dalla volontà di riportare la libertà e la giustizia nel suo paese, imparerà il significato dei più rilevanti principi di convivenza e l’importanza di una Costituzione che li raccolga. Soprattutto imparerà e trasmetterà l’insegnamento che «Non c’è peggior tiranno che avere paura dei tiranni».

I personaggi principali, a partire dal protagonista, portano il nome di costituenti italiani. Ogni racconto è accompagnato da un commento, che si rivolge direttamente alle bambine e ai bambini, per spiegare loro il significato e il valore di principi fondamentali della Costituzione italiana. Vengono anche introdotti alcuni eventi storici significativi: cosa è accaduto il 25 aprile 1945 o il 2 giugno 1946, e dunque cosa si festeggia nelle ricorrenze annuali di quelle date. Il libro è adatto a essere letto a scuola (particolarmente nelle ultime classi della scuola primaria), ma anche in famiglia.

Speriamo vi piaccia, buona lettura!

© Riproduzione Riservata
Commenti