Animali come noi

Perché dovremmo ricordarci che anche noi siamo animali

Monica Pais, la veterinaria più famosa d'Italia grazie al suo lavoro nella clinica Duemari di Oristano, racconta a Libreriamo il suo nuovo libro "Animali come noi"

MILANO – Quando il 26 gennaio 2016 Monica Pais si è trovata davanti Palla, non sapeva che quella cagnolina così malridotta avrebbe generato un effetto così dirompente per la sua clinica veterinaria, la Duemari di Oristano. Il collo della cagnolina, straziato da un collare di nylon, era compresso talmente tanto da far gonfiare la testa a dismisura, rendendola tragicamente grottesca, simbolo di una violenza efferata. La foto di Palla rimbalza per tutto il web, la pagina Facebook della clinica riceve centinaia di migliaia di like in una notte, tantissime persone si offrono di raccogliere fondi per aiutare lei e la clinica Duemari. Ecco, questo è stato l’effetto Palla. Questa e altre storie sono raccontate da Monica nel suo libro Animali come noi.

Monica Pais è veterinaria, e da 30 anni è l’anima della clinica Duemari di Oristano, una clinica d’eccellenza che accoglie randagi maltrattati, abbandonati, spesso torturati e ridotti in condizioni gravissime. Dove tanti altri ricorrerebbero alla soppressione, la Duemari cura, rimette in sesto, e dà in adozione. “Anche prima di Palla prendevamo in cura 200 animali all’anno, e grazie alla pagina Facebook, che ai tempi aveva già 26.000 like, riuscivamo a darli in adozione. Come? Senza immagini crude di cuccioli feriti, siamo sempre stati contrari a questo tipo di metodo. Semplicemente raccontiamo la storia di questi animali cercando di renderli dei personaggi, e mostriamo che anche se sono senza una gamba o un orecchio, possono avere una vita felice. E regolarmente, qualcuno se ne innamora e li adotta” ci racconta Monica.

La bulldog Palla, dunque, è stata una fra tanti, non diversa dalle centinaia di animali curati da Monica Pais e dagli altri veterinari della Duemari. “La sua diversità è stata l’essere il simbolo grottesco della violenza sugli animali. La sua testa era diventata enorme, a causa di un collare di nylon troppo stretto che gli era stato messo quando era piccola. Non sembrava più neanche un cane. E per questo la sua foto ha fatto il giro del mondo: quando mi sono svegliata la mattina la pagina Facebook aveva centomila like in più, ora ne ha più di 400.000, e siamo stati letteralmente sommersi dalle donazioni e dalle offerte di aiuto”.

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Monica Pais e Palla // Ph Filippo Angius

Da qui l’esigenza che l'”effetto Palla” non fosse solo una meteora nello spazio, ma diventasse una realtà concreta e permanente. E così è nata la Onlus Effetto Palla, che raccoglie fondi e crea progetti di sensibilizzazione in tutto il mondo per la difesa e la cura degli animali dimenticati e abbandonati. E ora è nato anche un libro, Animali come noi, nel quale Monica Pais racconta la storia di Palla e di tanti altri animali, altri “rottami” come li chiama affettuosamente lei: gatti, passerotti, tartarughe, ricci, daini, tutti incontrati da Monica nella sua vita di veterinaria e amante degli animali.

“Da sempre sono stata appassionata di libri – ci racconta Monica Pais – i miei genitori erano commercianti e di fianco al loro negozio c’era una biblioteca, che catalizzava la mia attenzione. Ero la classica bambina cresciuta in una famiglia di grandi, un po’ antipatica e saccente, che usa paroloni forbiti di cui non conosce il significato. E il bibliotecario mi aveva preso in simpatia, mi instradava alle letture sulla mia passione più grande: gli animali. Mi ricordo il primo libro che lessi, Piccoli di animali e animali piccoli, ma poi ho letto tutto quello che c’era, da La mia famiglia e altri animali di Durrell, fino a L’anello di Re Salomone di Lorenz. Di notte, perché ero iperattiva e non riuscivo a dormire (ride).”

Anche Animali come noi ha radici lontane nel tempo. “Il libro – racconta Monica Pais – non è stato un’esperienza nuova, anzi, era già tutto scritto da anni”. Anni di amore per gli animali e amore per la scrittura, coltivati fin da quando era una bambina. “Passavo tanto tempo da sola, mia mamma era spesso via, perché mia sorella era molto malata. Lasciavo la mia cittadina e andavo dalle mie zie che vivevano in una tenuta in campagna, proprio in stile Alice nel paese delle meraviglie. E mia mamma mi regalava dei quadernini, dove io ero tenuta a disegnare e a scrivere le mie emozioni, cosi che lei tornando potesse rivivere con me ciò che mi accadeva”. Il libro, dunque, è nato dai tanti scritti di Monica, alcuni già postati su Facebook, altri inediti. Sono tutte storie autobiografiche, che raccontano del suo amore per gli animali e dell’incontro con tanti di loro.

Mia mamma mi regalava dei quadernini, dove io ero tenuta a disegnare e a scrivere le mie emozioni, cosi che lei tornando potesse rivivere con me ciò che mi accadeva.

Animali come noi, dunque, è il frutto di una passione che dura una vita. E riporta la discussione su un piano comprensibile a tutti.”Il fatto è che anche noi siamo animali” ribadisce Monica. “Farebbe bene a tutti prendere possesso della propria animalità, e quindi riconoscersi nei dolori, nelle sofferenze, nei sentimenti degli altri animali. Questa è la vera conoscenza. Purtroppo l’uomo si è dimenticato di essere un essere vivente fatto di carne, funzionamenti e anatomia. L’uomo è convinto di essere un a emanazione diretta della divinità, e magari lo siamo anche, io sono credente eh! Però siamo abituati a pensare alla sofferenza fisica e alla malattia come uno schiaffo alla nostra potenza, ci dimentichiamo che siamo fatti di carne e di sangue, e che la sofferenza fa parte della vita”.

Farebbe bene a tutti prendere possesso della propria animalità, e quindi riconoscersi nei dolori, nelle sofferenze, nei sentimenti degli altri animali. Questa è la vera conoscenza.

Stare vicino agli animali, conoscerli e comprenderli, dunque, ci può aiutare nel percorso verso questa consapevolezza, per ricordarci che non siamo immortali e che va bene se non siamo perfetti nel corpo e nell’anima. E che in fondo, la vita è più bella così.

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