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Coco Chanel

Perché Coco Chanel è una donna del nostro tempo

Ce lo racconta Annarita Briganti, giornalista e autrice del libro "Coco Chanel, una donna del nostro tempo", pubblicato in occasione dei cinquant’anni dalla morte di una delle più grandi icone della moda

Una donna che non si arrende davanti alle difficoltà della vita, proprio come tante altre donne oggi. E’ questo che rende attuale un personaggio come Coco Chanel secondo Annarita Briganti, giornalista e autrice del libro “Coco Chanel, una donna del nostro tempo“. A cinquant’anni dalla morte di una delle più grandi icone della moda, Annarita Briganti racconta Coco Chanel, restituendoci la persona Chanel al di là dell’icona, le sue verità oltre le leggende e le polemiche, la sua forza oggi che, come mai prima, ne avvertiamo il bisogno.

Partiamo dal titolo del libro: perché Coco Chanel può essere definita una donna del nostro tempo?

Una donna del nostro tempo che, come facciamo noi, non si arrende davanti alle difficoltà della vita: nata in un ospizio per poveri è diventata CHANEL. Un Monumento internazionale che ha determinato il suo tempo e che continua a guidarci, che un secolo fa ha messo alle donne i pantaloni, le ha liberate dai corsetti, dalle crinoline, e ha fatto capire a tutte come l’indipendenza economica e il realizzarsi anche nel lavoro siano fondamentali.

La prima capitana d’industria della Storia che ricopriva un ruolo, allora, considerato maschile e che faceva e fa lavorare le donne. Le donne sempre come interlocutrici, comprese le grandi scrittrici della sua epoca, e nel mio saggio biografia – è tutto vero quello che scrivo, tengo molto a questo aspetto – racconto anche questo.
Una donna del nostro tempo che è la sopravvissuta per eccellenza, alla Spagnola, alla Prima guerra mondiale, alla Seconda guerra mondiale e alle sue battaglie interiori. Il simbolo perfetto del 2021.

Cosa l’ha resa un’icona di stile?

Chi non ha una t-shirt a righe, un paio di pantaloni, una giacca, un tubino nero, una collana di perle rigorosamente finte, come piacevano a lei? «La vita passa. Lo stile resta» sono le sue parole, che ho messo in epigrafe. Quanto abbiamo bisogno di stile, nel pubblico e nel privato.
Una eredità, quella di Mademoiselle Gabrielle Bonheur “Coco” Chanel, talmente importante che la stilista È la Moda e va anche ben oltre la moda.
Il suo segreto, e anche questo lo spiego: la verità. Era uno dei suoi fari, e anche il mio. Non ha mai avuto paura di essere vera, e di niente.

Cosa ha attirato artisti e intellettuali di quel periodo verso Coco Chanel?

Era impossibile resisterle. In Coco Chanel. Una donna del nostro tempo affronto anche la libertà sessuale, l’assenza di etichette da dare e da darsi, e meno male. Un approccio alla vita, anche da questo punto di vista, molto contemporaneo.
Artisti e intellettuali l’adoravano e lei li adorava, donne e uomini. Forte di quella bellezza speciale che hanno i lettori fortissimi. Era una lettrice fortissima, come ricostruisco nel mio libro.

Nel libro scrivi “lei lavora e crea per trasformare le donne in dee, non sottomesse agli uomini ma potenti, efficaci, se occorre feroci”. Che ruolo ha avuto Coco Chanel lungo nella battaglia per l’emancipazione femminile?

Fondamentale! Se non siamo più il secondo sesso, come recita il saggio della scrittrice e filosofa francese Simone de Beauvoir, è merito anche di Chanel donna che legge e che stravolge tante aspettative ottocentesche e novecentesche sul mondo femminile. Portiamo i pantaloni, abbiamo i libri e possiamo trovare la forza d’infrangere ogni soffitto di cristallo, possiamo fare la rivoluzione, possiamo conquistare il mondo, possiamo essere felici.

Coco Chanel e la leggerezza: cosa la accomuna a Italo Calvino?

È un bellissimo paragone: anche in Chanel c’era questa leggerezza profonda, questo misto di leggerezza e profondità che ci permette di andare avanti. Nel mio libro racconto anche i drammi che ha affrontato. Non si sarebbe potuta rialzare se non avesse deciso, come dobbiamo fare anche noi e come stiamo già facendo, ogni volta, di ricominciare a sorridere.
Era anche molto complessa il che, da scrittrice, mi ha reso felice. M’interessano, nella scrittura e nella vita, le persone e non i personaggi e la mia Chanel è un mondo da scoprire. Tutta un’altra Chanel, per essere felici. Un libro per essere felici.

Sulla figura di Coco Chanel sono stati pubblicati diversi articoli e libri. Il tuo libro quale nuova chiave di lettura propone?

Tanti scoop e contenuti inediti, dalla maternità alle lotte sindacali, che lascerei alle Lettrici e ai Lettori. Non è romanzato, che è molto più facile da scrivere, ma è frutto di ricerche approfondite in tutto il mondo in tre lingue, è un saggio biografia. E, finalmente, non è classificata in base ai suoi fidanzati. Sarebbe stato offensivo per Chanel e per qualsiasi donna.

Esiste oggi un’icona di stile avvicinabile alla figura di Coco Chanel?

Come direbbe lei: «No!», e lo penso pure io, anche perché oggi domina la volgarità. Deve ancora nascere un’altra Coco Chanel. Intanto, e meno male, abbiamo lei.

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