Perché le canzoni ci emozionano

Ce lo spiega Franco Mussida, musicista compositore membro fondatore della Premiata Forneria Marconi e autore del libro "Il pianeta della musica"
Perché le canzoni ci emozionano

MILANO – “La Musica e la persona sono una cosa sola, l’una abita l’altra e viceversa.” Il rapporto tra Musica ed emozioni è spiegato dal musicista e compositore Franco Mussida nel libro “Il pianeta della musica“, opera all’interno del quale il fondatore della Premiata Forneria Marconi propone un modo diverso di ascoltare parole e suoni per favorire la comunicazione affettiva e promuovere una nuova forma di ecologia sociale: l’Ecologia dei sentimenti. Lo abbiamo intervistato per capire in che modo le canzoni riescono a toccare l’animo umano, emozionando da sempre le persone.

Qual è il rapporto tra musica e emozioni?

La musica è un condensato di emozioni ,fatto della natura stessa dell’elemento emotivo. Sono fratello e sorella. La sensibilità emotiva della persona si lega a filo doppio con la comunicazione musicale che, essendo fatta di energia emotiva, una volta che essa si posa sulla tela emotiva dell’ascoltatore, la illumina e in noi fa nascere una meraviglia che è il nostro emozionarsi. Bastano dei suoni organizzati in un certo modo che si posano sulla nostra tela interiore che ci suscitano emozioni, sempre molto diverso a seconda della sua natura.

In che modo la musica può cambiare una persona?

E’ una cosa che abbiamo potuto vedere negli ultimi sei anni di lavoro in carcere con il progetto CO2, con audioteche suddivise per stati d’animo prevalenti, in cui abbiamo osservati che l’ascolto della musica strumentale riesce a illuminare le parti migliori dell’essere, a consolarlo, a fargli vivere ciò che l’intelletto attraverso la parola non gli permette di vivere nella sua pienezza. Continuare ad avere dei momenti di silenzio in cui si ascolta solo la musica riempie di immagini e sensazioni che nutrono il nostro mondo interiore. Ciò si trasforma in una predisposizione a sentire noi stessi e gli altri.

C’è un rischio improprio della musica?

La musica racchiude in sé degli elementi costruttivi e distruttivi: non possiamo immaginare che il nostro pianeta continui a crescere. Il meccanismo dell’equilibrio tra ciò che muore e ciò che vive è anche rappresentato dalla musica. Anche in campo musicale non occorre esagerare con l’apporto delle macchine: se l’uomo perde la sua fluidità si “macchinizza”, andando incontro a probabili scompensi.

Lei ha una grande esperienza in campo musicale. Qual è oggi a suo parere lo stato del cantautorato italiano?

Esiste una tensione vera e importante che alcuni cantautori portano avanti, raccontando il mondo con autorevolezza e lucidità. Lo stato del cantautorato italiano è vigile, risente di cambiamenti legati alle sonorità, ma dal punto di vista intellettuale continua a svolgere il suo lavoro.

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