Il pensiero di Lincoln

Il pensiero di Abraham Lincoln sulla schiavitù

Ecco alcune significative riflessioni del Presidente Lincoln indirizzate a tutti coloro che si opponevano all'abolizione della schiavitù
Il pensiero di Abraham Lincoln sulla schiavitù

MILANO –  Abraham Lincoln è considerato  uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti. Fu il presidente che pose fine alla schiavitù, prima con il Proclama di emancipazione (1863), che liberò gli schiavi negli Stati della Confederazione e poi con la ratifica del XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, con il quale nel 1865 la schiavitù venne abolita in tutti gli Stati Uniti. A Lincoln è riconosciuto il merito di avere allo stesso tempo preservato l’unità federale della nazione, sconfiggendo gli Stati Confederati d’America nella Guerra di secessione. Di lui si ricordano sempre la raffinatezza politica e la sua abilità persuasiva. La dimostrazione logico-matematica contro la schiavitù ne rappresenta un esempio magistrale:

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Se A può provare inoppugnabilmente che egli può rendere schiavo B, perché non potrà B servirsi dello stesso argomento e dimostrare nello stesso modo che egli può rendere schiavo A?
Voi dite che A è bianco e che B è nero. Allora è il colore; il più chiaro ha il diritto di rendere schiavo il più scuro? Attenzione, secondo questa regola voi potete diventare schiavi del primo uomo che incontriate che abbia la pelle più chiara della vostra.

Non intendete esattamente il colore? Volete dire che i bianchi sono intellettualmente superiori ai neri e che hanno il diritto di renderli schiavi? Attenzione anche a questo, perché con questa regola voi potete diventare schiavi del primo uomo che incontriate, che abbia un’intelligenza superiore alla vostra.

Ma voi dite che è una questione di interesse e che, se quello è il vostro interesse, avete il diritto di fare schiavo un vostro simile. Benissimo. Così se l’altro considera ciò un suo interesse, ha il diritto anche lui di rendere chiavi voi.”

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Abramo Lincoln, “Frammento sulla schiavitù”, luglio 1854.

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