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Paolo Verri di Blonk, ”Con l’avvento del digitale assisteremo ad una rinascita del mercato editoriale italiano”

SPECIALE LIBRI E DIGITALE - ''Per me il digitale porta al riscatto della parola scritta, e rimette al centro dell'attenzione i lettori e gli autori.'' Parola di Paolo Verri, presidente di Blonk, la casa editrice specializzata in ebook. Secondo Verri, la lettura elettronica si affianca, e non sostituisce quella cartacea...

Il responsabile della casa editrice specializzata in ebook parla degli scenari futuri del mercato editoriale italiano con lo sviluppo del digitale


MILANO – “Per me il digitale porta al riscatto della parola scritta, e rimette al centro dell’attenzione i lettori e gli autori.” Parola di Paolo Verri, presidente di Blonk, la casa editrice specializzata in ebook. Secondo Verri, la lettura elettronica si affianca, e non sostituisce quella cartacea, mentre occorre da parte dei suoi colleghi editori aprire e mantenere un dialogo con i lettori dei propri libri ed essere onesti nel proprio rapporto con loro, in modo da portare un disincentivo "sociale" alla pirateria.

 

Come vede, da qui a 5 anni, il mercato dell’editoria  italiana con lo sviluppo della digitalizzazione?

Vedo fermento, crescita e nuovi attori a fianco degli attuali. Vedo il risveglio di un mercato finalmente uscito da un gioco consolidato, per molto tempo in mano a pochi, e dalla fase di panico da perdita di rendita di posizione (che è ciò che stiamo vivendo ora).  I "grandi" avranno oramai metabolizzato il cambio di panorama e  acquisito le competenze per interpretare e sfruttare le nuove modalità  di consumo, distribuzione e produzione di libri. Chi non l’avrà fatto, sarà destinato alla scomparsa, analogamente a 
quello che nel mondo video è successo a Blockbuster, fallita quest’anno, cosa invece non è successa a Netflix, che sta crescendo a  ritmi vertiginosi. La digitalizzazione e la "mobilizzazione"  del contenuto permetteranno  momenti di lettura ad ora non "sfruttati" e daranno spazio per forme di letteratura diverse. Questo, unito al gradino d’ingresso finanziario più basso permesso dalla tecnologia, darà l’opportunità ad altri attori con sensibilità  editoriale, come Blonk per esempio, di cimentarsi e portare il proprio  contributo. Fra cinque anni, analogamente a quanto avviene ora con musica e video, "farà notizia" la mancanza della versione digitale di un titolo.

 

Quale contributo può dare il digitale per la lettura? Sono più i vantaggi o gli svantaggi?

Vedo solo vantaggi. Per me il digitale porta al riscatto della parola scritta, e rimette al centro dell’attenzione i lettori e gli autori. Da una ricerca del Pew Research Center datata Aprile 2012 in America è infatti emerso che i forti lettori di ebook leggono in media 24 titoli, contro i 15 titoli  di media di un forte lettore "cartaceo". La lettura elettronica si affianca, e non sostituisce quella cartacea,  dato che nella stessa ricerca si rileva che l’88% di chi legge in  digitale continua a leggere libri stampati.  Insomma, così come si è dimostrata falsa per la musica la "profezia" di MTV, che scelse di iniziare le proprie trasmissioni con "Video  killed the radio star", (la radio è viva e vegeta), analogamente non  vedo l’eclissarsi della lettura cartacea, ma solo la dissoluzione della sua posizione egemonica. Più forme di scrittura, più offerta per i lettori, più semplice  accesso ad una platea di potenziali lettori per gli autori. Quindi come dicevo all’inizio, solo vantaggi.

 

Quali sono i dati di vendita degli ebook in altre nazioni?
Non ho numeri in mio possesso, e dato il momento di forte trasformazione della struttura del mercato, e delle differenti metodologie di calcolo delle quote di mercato, è probabile che se anche avessi dei numeri sarebbero molto approssimativi. Dato il successo esponenziale dei dispositivi mobili sia generici (iPad e iPhone) sia dedicati alla lettura (Kindle, Sony, Kobo reader), mi aspetto che cresceranno sempre più e sempre più velocemente.

Come reagiranno le case editrici all’introduzione sempre più frequente dei supporti ebook?

Qualcuno resistendo, qualcuno con timidi tentativi di corto respiro "perchè bisogna esserci", qualcun altro, con la visione di capire la traiettoria e la capacità di seguirla, aderendovi in modo totale ed iniziando un’attività editoriale integrata e multicanale (carta, ebook).

Come successo per la musica e per il cinema, teme che l’introduzione del digitale possa compromettere la proprietà intellettuale?
La disponibilità di contenuto digitale scaricabile gratuitamente è una realtà di cui bisogna tenere conto, ma senza indignazioni moralistiche e tentazioni eccessivamente regolatrici. Deve essere considerato da parte di chi vuole stare sul mercato un "vincolo di progetto", per usare un termine ingegneristico, e lavorare per minimizzarne l’impatto. Bisogna fornire un servizio ai consumatori di ebook per cui l’esperienza di trovare, acquistare, scaricare e leggere un testo sia il più possibile "senza attrito". Buon esempi in questo senso sono gli "ecosistemi" di Amazon, con il Kindle store, e di Apple con iTunes ed iBookstore. Altri che vogliono avere successo infatti seguono la stessa strada, per es. Google Play che porta sui sistemi Android l’esperienza di iTunes, o l’ultima iniziativa di Mondadori, che con l’accordo con il Kobo reader vuole offrire un’esperienza analoga a Kindle di Amazon. Da parte degli editori bisogna aprire e mantenere un dialogo con i lettori dei propri libri ed essere onesti nel proprio rapporto con loro. Questo aggiunge un ulteriore disincentivo "sociale" alla pirateria, in quanto sono meno incline a danneggiare qualcuno che conosco, di cui condivido in qualche modo l’operato e da cui sento di venire trattato con lealtà. Che la condivisione di contenuto commerciale sia un danno, poi, è una consapevolezza ancora non del tutto conquistata, ed è una dimensione culturale su cui lavorare. Ovviamente bisognerà lavorare anche sui prezzi, in modo da non fornire una spinta economica alla tentazione di rivolgersi ai circuiti pirata, e rassegnarsi al fatto che per quanto comoda l’esperienza d’uso, per quanto a buon prezzo il contenuto, per quanto alta la sua qualità, qualcuno a questa tentazione non riuscirà comunque a resistere.

Come cambia la filiera della distribuzione con l’avvento della digitalizzazione?
La filiera virtuale si struttura più o meno nello stesso modo di quella fisica (grossisti, grande distribuzione, negozi specializzati). I nuovi attori della distribuzione digitale sono quelli che presidiano l’esperienza dell’utilizzatore degli apparecchi di lettura e acquisizione del contenuto (quindi Apple, Google, Amazon, etc.). Per le case editrici significa imparare a parlare anche un linguaggio diverso, quello dalle aziende tecnologiche, ed adeguarsi ad un "clock" molto più rapido di quello abituale dai distributori e delle catene di librerie sul territorio.

 

15 ottobre 2012

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