Olimpiadi di Sochi 2014, l’appello degli scrittori al Cremlino per la libertà d’espressione

Si apriranno tra poco, con la cerimonia inaugurale che si terrà alle 16.30 ora italiana, le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014, un evento che ha fatto molto parlare di sé per motivi che niente hanno a che vedere con lo sport...

In occasione dell’inizio di queste Olimpiadi invernali segnate dalle polemiche, duecento scrittori di fama internazionale hanno firmato una lettera aperta in cui invitano il governo russo ad abrogare le leggi che limitano la libertà d’espressione

MILANO – Si apriranno tra poco, con la cerimonia inaugurale che si terrà alle 16.30 ora italiana, le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014, un evento che ha fatto molto parlare di sé per motivi che niente hanno a che vedere con lo sport. Mentre imperversano le polemiche sulle discriminazioni attuate dal Cremlino contro gli omosessuali – Barack Obama, Angela Merkel, François Hollande e David Cameron disertano i giochi per protesta – Putin non sembra destinato ad avere un attimo di pace. Ieri mattina è arrivata la notizia di una lettera aperta, un appello firmato da duecento scrittori di fama internazionale in cui si chiede al governo russo di rivedere le leggi promulgate negli ultimi 18 mesi che soffocano il diritto alla libera espressione.

IL TESTO DELL’APPELLO – Nel testo della lettera, riportato sul Corriere della Sera, i firmatari sottolineano l’importanza dell’opera da sempre svolta da giornalisti e scrittori russi. Commentando, interpretando e facendo conoscere al mondo gli eventi della storia del loro Paese – “una storia di cambiamenti drammatici,  di portata quasi sismica” – hanno contribuito al dibattito politico e culturale internazionale. Per questo gli scrittori e artisti di tutto il mondo non possono tacere vedendo che le libertà dei loro colleghi russi vengono messe a rischio dalle leggi sulla propaganda gay, che proibiscono la “promozione” dell’omosessualità, sulla blasfemia, che vietano “l’insulto religioso”, e sulla diffamazione, che ristabilisce la rilevanza penale di questo reato. “Sollecitiamo pertanto le autorità russe ad abrogare queste leggi che strangolano la libertà di parola”, scrivono, “a riconoscere gli impegni presi dalla Russia nell’ambito degli accordi internazionali sui diritti civili e politici, per il rispetto della libertà di opinione, di espressione e di credo – compreso il diritto a non credere”. [Citazione dal Corriere della Sera, 7 febbraio 2014. Traduzione di Maria Sepa – N.d.R.]

I FIRMATARI – Tra i firmatari dell’appello ci sono i Premi Nobel Günter Grass, Elfriede Jelinek e Orhan Pamuk, oltre a nomi di primo piano della letteratura mondiale come Salman Rushdie, Paul Auster, Ian McEwan e la russa Ljudmila Ulitskaja.

7 febbraio 2014

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