Novità autunnali, le letture proposte da Sellerio

Una interessante gamma di novità è quella proposta da Sellerio per questo autunno. Tante le scelte, a partire da ''Argento vivo'' di Marco Malvaldi, a ''Storie della resistenza''...

Da Marco Malvaldi a John Glassco, tante sono le nuove uscite per questo autunno proposte dalla casa editrice siciliana

MILANO – Una interessante gamma di novità è quella proposta da Sellerio per questo autunno. Tante le scelte, a partire da “Argento vivo” di Marco Malvaldi, a “Storie della resistenza”, un’antologia di racconti e testimonianze di chi ha vissuto la guerra molto da vicino.

Lucente, malleabile, prezioso, brillante: è “Argento vivo” il nuovo romanzo di Marco Malvaldi. La vicenda ruota attorno a un doppio furto, quello di una Clio color argento e quella di un computer portatile del medesimo colore. E di una doppia coppia – Livia e Nicola e Stefano e Marta – le cui vicende si aggrovigliano e si sciolgono a corrente alternata. È stata svaligiata la villa di Livia e Nicola, lui è uno scrittore in crisi di idee che con il portatile che gli è stato sottratto ha perso l’unica copia del romanzo che stava scrivendo e ancora da terminare. Il ladro si è servito dell’automobile di Stefano, informatico sbadato e lettore bulimico, che recuperando dopo qualche giorno la Clio, vi scopre, nascosto sotto il sedile, un computer portatile argentato che non gli appartiene. Prima di restituirlo ci sbircia un po’ dentro e mentre si appassiona alla vicenda del romanzo che trova nel portatile, si indispettisce per la banalità di alcune soluzioni narrative, per la piattezza dei personaggi. Da lettore esigente quale è, prende a correggere e ad aggiustare qua e là, tempestando di telefonate – anonime s’intende – l’ignaro Nicola. Le compagne di vita di Nicola e Stefano, Livia e Marta, intuiscono che qualcosa sta cambiando nei loro menage e non è detto che sia in peggio. La poliziotta Rebecca e il ladro Biagio fanno da contorno ai personaggi principali di questo romanzo degli equivoci e delle coincidenze, dove comunque il protagonista è proprio il libro che Nicola sta scrivendo. Tutto gira vorticosamente, come in una giostra, i fatti si rincorrono e si avviluppano senza sosta e Malvaldi, con capacità inventive fuori dall’ordinario, conduce il gioco con grande divertimento suo e dei lettori. Gli elementi narrativi speculari e gli intrecci doppi fanno di Argento vivo un romanzo unico, che ha il sapore di una commedia shakespeariana e del teatro classico, attraversati però dalle atmosfere di casa nostra.

 

John Glassco è il protagonista di "Memorie di Montparnasse". Diciottenne, lascia Montreal a bordo di un cargo, assieme all’amico del cuore. Fugge gli studi regolari al college, fugge dal ricco padre che lo vuole in affari e dalla madre che desidera per lui un futuro da bravo giovane. Fugge la noia della vita. La sua meta è Parigi, la leggendaria Montparnasse, capitale in quegli anni della lost generation, dei poeti surrealisti, dei pittori, degli esperimenti amorosi più effervescenti, dell’esistenza in cui ogni minuto vale per quel che è e non per il futuro. Vi resterà più di un anno fino a quando una malattia lo costringerà a tornare, proprio al calare su tutta quella luminosità della nebbia della grande crisi economica: «Niente più credito, i giochi sono finiti, il mondo deve tornare al lavoro». E durante la cura – dice – completerà la stesura di queste memorie: diario istantaneo di un’avventura ebbra di discorsi, progetti d’arte e di vita, bevute, sesso e incontri di ogni tipo. Un’avventura abbastanza lunga da lasciarsene assorbire, abbastanza breve da non sentire mai l’amaro della disillusione. E così nettamente delimitata da diventare per lui l’immagine stessa della rapida giovinezza, gioiosa, folle, libidinosa: «gli anni in cui ho vissuto veramente». Passano, naturalmente, per i bistrot stravaganti e gestiti in modo disordinato e per gli appartamenti dove giorno e notte si confondono personaggi famosi in carne ed ossa o nascosti con nomi di fantasia. E il volume, in Appendice, ne fornisce l’elenco biografico. Ma Memorie di Montparnasse non è la solita galleria di personalità e la raccolta di aneddoti d’artisti, né punta a ricreare intellettualisticamente atmosfere: è la cronaca di una corsa irriverente e vitale che ha alle spalle Mark Twain e di fronte la beat generation. Per la vividezza della scrittura, per il candore con cui il protagonista si svela e la frenesia del ritmo, non è stato difficile credere che questo libro sia stato scritto come dichiarato dall’autore, subito dopo il ritorno a casa. Invece l’opera, s’è scoperto, è della metà degli anni Sessanta del Novecento, quando Glassco era ormai un affermato, e forse rassegnato, letterato.

"Storie della resistenza" è una antologia che raccoglie ricordi, testimonianze, racconti, appunti, ritratti, cronachette di vita, di morte e di azioni militari, tutti di protagonisti. Storie che desiderano salvare della Resistenza italiana un profilo che il tempo, e forse anche l’ansia di tesi preconcette, rischiano di appannare: ossia il sentire genuino di chi viveva la sua giornata battendosi. Nella realtà esistenziale che il libro vuole restituire al lettore, la lotta partigiana prima di tutto sperimentava e organizzava un modo di essere che «era – nelle parole dei curatori, Domenico Gallo e Italo Poma – semplicemente il contrario dell’insieme di regole in cui erano cresciute almeno due generazioni senza conoscere modelli alternativi». Una vista ad altezza d’uomo del partigiano che si articola a coglierne le diverse facce: l’organizzazione e la disciplina, la mentalità discendente dalle diverse ideologie, l’etica, i sentimenti amorosi, il rapporto con le armi e la violenza, la giustizia e il desiderio di vendetta, la comunione con il paesaggio, il tradimento, la fratellanza, la rappresaglia, la vanità, la moda. E, a dare commovente unitarietà a tutto, l’estrema gioventù con le inquietudini ed esuberanze che ne erano il colore. E c’è, tra i vari scritti di quei giorni, un documento che forse rappresenta suggestivamente il senso di tutto il libro. È il cosiddetto Dizionario del partigiano, un elenco alfabetico di definizioni delle cose importanti e familiari agli occhi del ribelle della montagna, scritto da un anonimo caduto. Ironico, libero, lirico, asciutto, disincantato, determinato.


2 ottobre 2013

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