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“Novecento” di Baricco e la profonda riflessione sul senso della vita

Novecento di Baricco è uno dei libri più amati di questo autore. Una storia unica, profonda, in grado di farci riflettere sul senso della vita. Questo brano, estratto dall’opera, ne è la conferma.
"Novecento" di Baricco e la profonda riflessione sul senso della vita

Il libro “Novecento“, pubblicato da Alessandro Baricco nel 1994, è un monologo teatrale particolarmente famoso per la sua grande capacità di scavare nell’animo umano. Una storia semplice ma che tocca ognuno di noi. Come sempre, d’altronde, Baricco ha incentrato la sua indagine sull’intimità del protagonista, piuttosto che sull’intreccio della trama. Novecento, il nome di questo protagonista, tra i suoi momenti di riflessione più intensa, spende queste parole emozionanti che ci aiutano a riflettere sul senso della nostra vita.

Il Monologo di Novecento sul senso della vita

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita… Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade. Ce n’è a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla?

La molteplicità della nostra vita

La vita è qualcosa di totalmente inaspettato, sempre. Questo perché le possibilità sono così tante e così diverse, che spesso si fa difficoltà a scegliere. Questa è la preoccupazione principale di Novecento: scegliere. La scelta implica rinuncia e la rinuncia spesso provoca angoscia. Ma vivere significa questo.

Essendo sempre rimasto su questa famosa nave, il protagonista, non è abituato ad avere a che fare con tanti elementi quanti te ne propone la vita vera. Perché è sempre vissuto in una bolla, in un tempo sospeso, dove l’unico confronto che poteva avere era con i tasti del pianoforte. Tasti che hanno un numero finito: 82. Ed è con quel numero finito che hai la possibilità di creare cose infinite. Ma quando la vita ti propone infinite opportunità, come si può scegliere? Non significherebbe annullarsi, in qualche modo? Il rischio, la scelta, il sacrificio, sono solo alcuni dei temi su cui Novecento riflette. E sono argomenti così tanto attuali e quotidiani, che ci permettono ancora oggi di fare un esame alla nostra vita.

 

Stella Grillo

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