Sei qui: Home » Libri » Critici » Nicoletta Sipos, “Il vero critico ama i libri senza narcisismi”

Nicoletta Sipos, “Il vero critico ama i libri senza narcisismi”

Nicoletta Sipos, curatrice della rubrica Libri per il settimanale Chi, racconta la sua passione per la lettura e definisce il giusto approccio da parte del critico letterario quando deve recensire un libro. Di fronte ad un numero di lettori sempre più al ribasso in Italia, la giornalista auspica un cambiamento di stile e costume che possa far capire al pubblico la bellezza e l'importanza di leggere libri…

La giornalista spiega il mestiere del critico letterario e analizza cosa accorerebbe fare per favorire la lettura in Italia

MILANO – Presentare un libro in maniera chiara, senza troppe esercitazioni di stile e far capire la bellezza e l’importanza della lettura. E’ questa la responsabilità di un critico letterario secondo Nicoletta Sipos, scrittrice, giornalista e curatrice della rubrica Libri per il settimanale Chi.

PASSIONE EREDITATA – La giornalista spiega come la sua passione per i libri le sia stata trasmessa dai genitori. “Ho sempre amato la lettura, una passione ereditata da mia madre. Ero una ragazzina piuttosto attiva e sportiva, ma ricordo con nostalgia e gioia immutata le domeniche pomeriggio trascorse a leggere grandi classici dal Foscolo ai romanzi di Mark Twain, da Leopardi a Jack London. Quando le chiediamo di quale libro le sia piaciuto fare la critica, la giornalista trova difficoltà ad evidenziare un solo titolo. “Costretta dalla sua domanda mi rifugio nel Giovane Holden, libro non solo straordinario ma epocale. Potrei inoltre pensare a qualche opera di Erich Kaestner o Kurt Tucholsky, gente che ha rischiato la vita per testimoniare contro Hitler.


SCRIVERE PENSANDO AI LETTORI
– Per quanto riguarda la figura del critico letterario, Nicoletta Sipos ha ben chiaro quali siano i difetti più diffusi tra i suoi colleghi e sottolinea come molti di loro debbano annullare la propria vanità nel tentativo di giudicare un testo altrui in modo oggettivo e costruttivo. “Ci sono critici che scrivono per sé o per colleghi critici, senza tenere da conto i lettori. Amare i libri senza narcisismi che spingono a sfoggi di sapere del tutto inutili, potrebbe essere il requisito più importante per chi spera di indicare un libro che possa piacere al prossimo.

PROMUOVERE LA LETTURA – Per promuovere il piacere la lettura in Italia, secondo Nicoletta Sipos bisognerebbe far capire la bellezza e l’importanza di leggere i libri a un pubblico sempre più vasto. “Certo, si tratta di provocare un cambiamento di stile e costume che non è ovvio. Il poco che si potrebbe fare riguarda scuole (con biblioteche fornite e insegnanti disposti a proporre libri stimolanti) e biblioteche. Nella nostra piccola biblioteca di quartiere si sono formati diversi gruppi di lettura guidati dall’ottima bibliotecaria con uno sforzo grosso e lodevole. Sarebbe anche bello trovare librai sempre preparati che possano eventualmente consigliare libri su misura". Nicoletta Sipos fa inoltre notare come uno dei problemi mal superabili è che i libri nuovi in genere costano più di quanto la gente vuole spendere in questi momenti di crisi.” Ma non è solo questione di soldi. C’è di mezzo la mentalità. Chi crede che leggere un libro sia cibo per la mente troverà i mezzi per garantirsi le sue letture”.

Note Biografiche: Nicoletta Sipos, giornalista e scrittrice, ha lavorato per diversi quotidiani (Avvenire, Il Giorno), è stata inviata speciale del settimanale “Gente” prima di diventare, nel 1994, redattore capo di “Chi”. Ha lasciato la redazione nel giugno 2009, ma continua a collaborare con il giornale del quale cura la rubrica libri. Ha pubblicato romanzi per ragazzi (“Si-X12 chiama Vepla” e “I nipoti di Toro seduto”) e adulti (“Favola in Nero” e “Storia di Chiara” anche tradotti in tedesco) e firmato volumi di saggistica come “L’antica arte dello scandalo” (Simonelli), storia ragionata di scandali e pettegolezzi usati a fini politici. Le sue due ultime opere sono “Il buio oltre la porta”, testimonianza di una signora della buona società vittima di violenza domestica, e “Perché io no?”, un romanzo intrecciando storie vere di donne in cerca di maternità.

20 aprile 2012

© Riproduzione Riservata