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“Nessuna via d’uscita”, torna il maestro del crime Michael Connelly ed è già un successo

“Nessuna via d’uscita”, torna il maestro del crime Michael Connelly ed è già un successo

Con il suo ultimo capolavoro, “Nessuna via d’uscita” (Desert Star), l’autore bestseller numero uno del New York Times Michael Connelly ci porta per mano in un viaggio crepuscolare dove la giustizia è un’ossessione e il tempo è il nemico più spietato.

Nessuna via d'uscita, torna il maestro del crime Michael Connelly ed è già un successo

Uno dei thriller di successo nel panorama editoriale italiano, posizionato tra le prime posizioni nelle classifiche dei libri thriller/gialli più venduti. Parliamo dell’ultimo libro di Michael Connelly: “Nessuna via d’uscita” (Desert Star). Il romanzo è pubblicato in Italia da Edizioni Piemme e segue le vicende di Mickey Haller impegnato a difendersi da un’accusa di omicidio, cercando di dimostrare la sua innocenza.

Il libro ha ottenuto posizioni di rilievo nelle vendite online e in libreria, consolidando Michael Connelly come marchio di spicco nel genere crime in Italia.

Nessuna via d’uscita

In questo nuovo capitolo, la narrazione si snoda attorno a un equilibrio perfetto tra due generazioni di investigatori. Troviamo Renée Ballard, una donna che incarna la resilienza e la modernità del corpo di polizia di Los Angeles, alle prese con una sfida monumentale: ricostruire l’Unità Crimini Irrisolti (la Cold Case Unit). Ballard sa bene che per dare vita a una squadra capace di resuscitare i fantasmi del passato, non può prescindere dall’uomo che del passato ha fatto la sua dimora: Harry Bosch.

Bosch, ormai lontano dai ranghi ufficiali della polizia e alle prese con le fragilità di un’età che avanza, accetta la sfida. Ma lo fa con un patto che somiglia a una missione di redenzione. Non gli interessano le medaglie, né il prestigio di un ufficio. Harry ha un “chiodo fisso”, un caso che è rimasto conficcato nella sua coscienza come una spina: la scomparsa e lo sterminio di un’intera famiglia, i Gallagher, i cui corpi furono ritrovati anni prima sepolti nel deserto del Mojave.

Il deserto come metafora dell’oblio

Il titolo originale del libro, Desert Star, fa riferimento non solo a un fiore raro che cresce nelle terre aride, ma alla natura stessa delle indagini di Bosch. Cercare la verità in un crimine sepolto dal tempo è come cercare un fiore nel deserto: richiede pazienza infinita, resistenza al calore accecante del dolore e una fede incrollabile nel fatto che nulla resti nascosto per sempre.

Connelly usa il deserto come un personaggio speculare alla città di Los Angeles. Se la metropoli è il luogo del caos, del rumore e dei peccati visibili, il deserto è il luogo del silenzio assoluto, dove i segreti vengono custoditi dalla sabbia. È qui che Bosch si sente a casa, in quella terra di nessuno dove la legge degli uomini sbiadisce e resta solo la legge morale.

L’eccezionalità del protagonista

Per chi ama la letteratura di Connelly, il mantra di Harry Bosch – “Everybody counts or nobody counts” – non è solo una frase fatta, ma una vera e propria bussola etica. In “Nessuna via d’uscita”, questo principio viene portato alle estreme conseguenze. Bosch non cerca il killer dei Gallagher per gloria; lo fa perché quella famiglia, dimenticata da tutti, merita di avere un nome e una giustizia.

Bosch è l’ultimo cavaliere di una Los Angeles che non ha più eroi. È un uomo che lotta contro la burocrazia, contro la politica del dipartimento e persino contro la propria biologia, pur di non lasciare che il male vinca per prescrizione o per stanchezza.

Perché leggere questo libro

Nessuna via d’uscita” di Michael Connelly è un libro adatto per gli amanti del crime e dei gialli ma non solo. La scrittura di Connelly in questo romanzo raggiunge una maturità magistrale: la prosa è asciutta, quasi scarna, priva di quegli orpelli barocchi che spesso appesantiscono i thriller moderni. Ogni parola è calibrata per mantenere alta la tensione, ma c’è spazio per momenti di rara introspezione. Sentiamo il peso della solitudine di Ballard, la sua ambizione pulita scontrarsi con i giochi di potere; avvertiamo la malinconia di Bosch mentre guarda sua figlia Maddie intraprendere la stessa difficile carriera del padre.

Il ritmo è serrato, alternando le procedure scientifiche più moderne (come l’uso avanzato del DNA e della genealogia forense) alla vecchia scuola. È questo scontro tra nuovo e vecchio mondo a rendere il libro irresistibile per ogni tipologia di lettore.

Esistono scrittori che non si limitano a raccontare storie, ma costruiscono mondi. Esistono personaggi che, libro dopo libro, smettono di essere inchiostro su carta per diventare vecchi amici, compagni di viaggio di cui conosciamo le rughe sul volto e i pesi sul cuore. Michael Connelly appartiene a quella rara stirpe di autori che ha saputo elevare il genere police procedural a una forma d’arte introspettiva.

Leggere “Nessuna via d’uscita” significa accettare di guardare nell’abisso. Ma è anche un atto di speranza. Ci ricorda che, finché ci saranno persone disposte a non voltarsi dall’altra parte, il male non avrà mai l’ultima parola. È un romanzo sulla persistenza della memoria e sul coraggio di essere coerenti con se stessi fino alla fine, anche quando la via d’uscita sembra non esistere.

L’ultima fatica letteraria di Michael Connelly rappresenta una riflessione sulla condizione umana, un invito a non dimenticare chi è rimasto indietro e un tributo alla bellezza della verità, per quanto dolorosa possa essere.

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