Nadia Terranova, “Alessandro Leogrande trasformava ogni viaggio in un’opportunità di scrittura”

La scrittrice messinese, insieme a Elena Stancanelli ed Enrico Iannello, sarà protagonista nel corso di Scrittorincittà di un incontro dedicato ad Alessandro Leogrande
Nadia Terranova,

MILANO – Trasformare ogni esperienza un’opportunità di scrittura e di riflessione. Era questo il più grande insegnamento che Alessandro Leogrande, lo scrittore e giornalista scomparso quasi un anno fa all’età di 40 anni, ha lasciato a chi l’ha conosciuto da vicino come Nadia Terranova. La scrittrice messinese, insieme a Elena Stancanelli ed Enrico Iannello, sarà protagonista nel corso di Scrittorincittà di un incontro dedicato ad Alessandro Leogrande, in programma il 18 novembre alle ore 14.30 presso il Centro incontri della Provincia di Cuneo. Abbiamo intervistato Nadia per farci raccontare la figura di Alessandro e le sue peculiarità, umane e professionali.

Cosa ha rappresentato Alessandro Leogrande per i suoi colleghi scrittori/giornalisti e per i suoi lettori?
La sua perdita è stata incolmabile: mancano le sue riflessioni, il suo modo di lavorare, la serietà che metteva in tutto quello che faceva, la sua non ricerca di visibilità anche su temi su cui oggi  in tanti sono alla ricerca di visibilità, come quello legato ai migranti. Lui affrontava tutto con la serietà dello studioso.
Come verrà ricordato durante l’incontro di Scrittorincittà?
Ci saranno delle letture tratte da “Dalle macerie“, un libro che raccoglie alcuni suo scritti legati al Sud, a cui Alessandro teneva tantissimo; infatti collaborava per diversi quotidiani e scriveva ogni settimana sia interventi di natura politica sia riflessioni più profonde su cultura e altri temi. Ho selezionato alcuni bravi che leggerà l’attore Enrico Ianniello. Insieme ad Elena Stancanelli, ripercorreremo alcuni dei tantissimi aspetti della sua sterminata cultura e produzione.
  
Cosa ti ha insegnato Alessandro dal punto di vista umano e professionale?
Da lui ho imparato il metodo: quello che lui faceva era mettere a frutto ogni occasione di incontro e di viaggio. Lui era capace di trasformare ogni esperienza un’opportunità di scrittura e di riflessione.
Photocredits: Envina Meta
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