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La scrittrice si racconta

Miriam Giorgi, la scrittrice del paesino della ‘ndrangheta

Miriam Giorgi è la scrittrice sedicenne di San Luca, il paese fulcro della 'ndrangheta. Amante di libri, ci spiega l'importanza della cultura

Essere una sedicenne in nel paese più noto della ‘ndrangheta non è facile, ma essere una scrittrice sedicenne a San Luca, il punto cruciale dell’organizzazione malavitosa della ‘ndrangheta è una sfida. Eppure Miriam Giorgi, autrice di una saga fantasy, ce l’ha fatta, grazie alla sua intelligenza e alla sua sensibilità. A Marzo 2018 il presidente Sergio Mattarella l’ha nominata Alfiere della Repubblica, l’onorificenza data ai giovani minorenni che per comportamento e attitudini, si sono dimostrati dei bravi cittadini, distinguendosi per merito scolastico e attività culturali.
Abbiamo deciso di fare con lei una chiacchierata per sapere cosa significa essere una scrittrice nella terra della ‘ndrangheta. 

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Raccontaci la tua passione per la lettura e la scrittura. Chi sono i tuoi autori preferiti? A chi ti ispiri per i tuoi libri? Cosa ti piacerebbe fare da grande? 

È stato un libro solo a  far sviluppare queste passioni in me. Avevo 10 anni e nei cinema stava per uscire il film tratto dal libro Città di ossa, di Cassandra Clare che dopo di allora è anche diventata la mia autrice preferita. Da quel momento non ho più smesso di leggere e qualche anno fa ho anche aperto un blog, Me and Books, in cui mi occupo di recensire e promuovere libri. La scrittura è poi stata una conseguenza della lettura, durante un viaggio di famiglia mi è arrivata questa idea per iniziare a scrivere un libro fantasy e da allora sono quasi riuscita a pubblicare e completare quella stessa trilogia. Ma ciò che voglio fare da grande, anche se spero di non allontanarmi mai dalla scrittura, è una cosa totalmente diversa, Ingegneria Aerospaziale!

Tu vieni dal paesino calabrese di San Luca, che è il cuore della ‘ndrangheta, ma anche il luogo dove sorge la casa di Corrado Alvaro. Qual è il tuo rapporto con il tuo paese d’origine? 

San Luca non è il paese che tutti pensano, ciò non nega che abbia le sue parti negative, ma io che ci sono cresciuta posso dire solamente che l’accoglienza dei San Luchesi non ha eguali. E la loro partecipazione e sostegno nei miei confronti quando ho pubblicato i miei libri e fatto le presentazioni non è da dimenticare. E sì San Luca ha anche molti aspetti positivi, perché non è solo il luogo con la casa di Corrado Alvaro, ma anche il luogo dove lui è nato e cresciuto, i suoi stessi parenti vivono ancora a San Luca. San Luca è pieno di tante belle cose e come qualsiasi altro luogo del mondo si dovrebbe dare più importanza alle parti belle che a quelle brutte.

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Come è sorto in te il desiderio di scrivere? Di cercare bellezza?

La mia passione per la scrittura è nata quasi dal nulla, soltanto dalla lettura, ma per me scrivere fantasy in generale è quasi un modo per scappare dalla realtà e crearsi un mondo perfetto a seconda di cosa esce dalla fantasia dell’autore stesso, e attraverso il fantasy è anche possibile affrontare temi reali, e lasciare un impatto sul lettore. Ma per me scrivere era anche un modo per far passere il tempo in mancanza di posti da frequentare nel mio paese 7 anni fa.

Quanto è importante per te che in ogni paese ci sia una libreria? Credi che la cultura e l’istruzione siano armi per combattere la criminalità? 

Mancanza di libreria significa anche mancanza di lettori nella maggior parte dei casi. Se non c’è niente per cui incentivare soprattutto i ragazzi a provare qualcosa di diverso con cui passare il tempo, non si cambierà mai questa situazione di giovani che non leggono. Nel mio caso io ho sempre dovuto comprare i libri che volevo online… La cultura e l’istruzione sono definitivamente delle armi non solo per combattere la criminalità ma per creare un mondo migliore senza diversità di nessun genere. La cultura è il potere più grande di cui una persona può disporre, più dei soldi stessi.

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