Intervista al direttore editoriale

Michele Masiero (Sergio Bonelli Editore), “Libri e fumetti appartengono alla stessa realtà”

In questa intervista con il direttore editoriale Bonelli abbiamo analizzato lo stato del fumetto italiano ed il suo legame con il mondo del libro classico
Michele Masiero (Sergio Bonelli), “Vi racconto "La giovinezza" di Mister No"

MILANO – “Libri e fumetti non sono due realtà distinte, ma la stessa declinata su canali distributivi diversi. Il fumetto ad alta tiratura per l’edicola e la graphic novel in libreria possono coesistere e, anzi, supportarsi a vicenda”. E’ quanto affermato da Michele Masiero, dal 2015 direttore  editoriale della Sergio Bonelli Editore, casa editrice simbolo del fumetto popolare italiano che, attraverso la sua storia, tradizione e la forza dei suoi conosciutissimi personaggi, riesce a offrire continui inviti alla lettura tale da renderla una tra le ultime solide frontiere dell’intrattenimento. Nonostante la crisi dell’editoria, che in parte ha colpito anche il mondo del fumetto, la sete di storie da parte del pubblico è ancora molto forte e la Sergio Bonelli Editore ha deciso di creare mese dopo mese un catalogo che resti sempre disponibile e che proponga sugli scaffali di librerie e fumetterie volumi di diverso formato dedicati agli eroi Bonelli del passato e del presente pubblicati con il suo marchio, invece che attraverso edizioni su licenza come era accaduto in passato. In questa intervista con il direttore editoriale Bonelli Michele Masiero, il quale vanta un’esperienza ultratrentennale nel settore, abbiamo analizzato lo stato del fumetto italiano ed il suo stretto legame con il mondo del libro classico.

 

Qual è lo stato del fumetto italiano oggi?

Il fumetto, ma in generale l’editoria, sta vivendo negli ultimi anni un periodo di grossa difficoltà dovuto anche alle numerose e diverse forme di intrattenimento offerte dalle nuove tecnologie che stanno sottraendo tempo alla lettura, pratica che purtroppo sta perdendo terreno sulle nuove generazioni. Negli ultimi decenni il fumetto ha vissuto diversi momenti di luce e di buio: l’esplosione del successo di Dylan Dog all’inizio degli anni ’90 è riuscita ad allargare il pubblico del fumetto Bonelliano e non solo. Negli ultimi anni, però, si è andati incontro a una, a quanto pare, inevitabile contrazione del mercato dell’editoria. A differenza dei suoi “colleghi di carta” che soffrono di una crisi più profonda legata a una difficoltà di rinnovamento, Il fumetto vanta però di un grande e appassionato seguito: la sete di Storie da parte del pubblico è ancora molto forte e la Sergio Bonelli Editore con la sua storia, tradizione e la forza dei suoi conosciutissimi personaggi, riesce a offrire continui inviti alla lettura tale da renderci una tra le ultime solide frontiere dell’intrattenimento.

 

In questo scenario, come si inserisce la vostra realtà?

La Sergio Bonelli Editore, come dicevo, vanta nelle sue fila personaggi che non ho problemi a definire immortali, che hanno appassionato intere generazioni di lettori al punto tale da non aver bisogno di presentazioni. Basta fare il nome di Tex, per esempio, e sia che ci si rivolga a un lettore, sia che ci si rivolga a qualcuno che non ha mai letto le sue avventure, chiunque sa immediatamente di cosa stiamo parlando. Stessa situazione si verifica anche per gli altri personaggi storici della casa editrice da Zagor a Martin Mystère da Dylan Dog a Nathan Never, due classici moderni che quest’anno compiono rispettivamente trentanni e venticinque anni. La nostra realtà, dunque, è ancora il principale riferimento per il fumetto popolare in Italia.

 

Non solo edicola: avete da poco aperto a pubblicazioni speciali delle vostre collane in libreria. Come mai questa scelta?

Fino a poco tempo fa i nostri personaggi apparivano in libreria sotto altri editori. Negli ultimi tempi abbiamo deciso di esporci in prima persona definendo così un piano produttivo che tenesse conto di tutta la “famiglia Bonelli”, attingendo a tutto il nostro immenso catalogo, e non soltanto ai personaggi più famosi. La libreria si sta dimostrando un terreno molto valido, grazie anche ad un nuovo considerevole interesse per un certo tipo di letteratura a fumetti. I primi dati di vendita dei nostri libri sono stati così incoraggianti da convincerci del valore aggiunto legato proprio al marchio Sergio Bonelli Editore, una garanzia che, al di là del contenuto del singolo libro, viene ricambiata con grande seguito di affetto e fiducia da parte dei lettori.

 

Libri & fumetti: l’esperienza di Zero Calcare dimostra che è possibile un punto d’incontro tra queste due realtà. Quale vuol essere il vostro contributo in tal senso?

E’ una distinzione che a noi non piace fare: Non si tratta di due realtà, ma della stessa declinata su canali distributivi diversi. Il fumetto ad alta tiratura per l’edicola e la graphic novel in libreria possono coesistere e, anzi, supportarsi a vicenda.

 

Quali sono i vostri piani e le vostre iniziative per questo 2016?

La nostra attenzione è sempre molto concentrata sulle nuove produzioni per l’edicola e al fumetto di carta che noi difendiamo strenuamente. Molte sono le nostre iniziative per il 2016; a partire da UT, la miniserie evento realizzata dal team di autori Paola Barbato e Corrado Roi completa di sei numeri. Un evento unico per Sergio Bonelli Editore che con UT presenta al pubblico la prima serie che vanterà due diverse vite editoriali, una per l’edicola e l’altra per la fumetteria, pubblicate in contemporanea. Restando sulle miniserie, questo 2016 vedrà Martin Mystère protagonista di un nuovo ciclo di storie tutte a colori in uscita in autunno, periodo dell’anno in cui Dylan Dog festeggerà i trent’anni di vita editoriale. Prima del nostro Indagatore dell’incubo, sarà il turno di Nathan Never che spegnerà le sue venticinque candeline già alla fiera di Napoli Comicon 2016 con una serie di sorprese, tra le quali l’esclusiva variant cover del numero 300 realizzata da un maestro del fumetto francese: Enki Bilal.

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