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Intervista

Michela Murgia, “Bisogna essere militanti per imparare la parità di genere”

Intervista a Michela Murgia sul suo ultimo libro “Stai Zitta”: bisogna essere militanti per imparare la parità di genere.

Michela Murgia parla di femminismo a donne e uomini. Ci fa riflettere, arrabbiare, commuovere. Ci mette davanti ai limiti della nostra società patriarcale permeata da una mentalità maschilista. Nel suo ultimo libro “Stai zitta”, edito per Einaudi, la Murgia riflette sul ruolo del linguaggio nel costruire modelli sessisti. Così elenca, in base al tema, dalla politica ai rapporti di coppia, frasi e battute che tendono a sottolineare o denigrare l’essere donna. Frasi che, più o meno esplicite, dividono il nostro mondo in “maschi e femmine”. Qui l’abbiamo intervistata su queste tematiche così urgenti.  

 

Le parole prima dei fatti 

Il linguaggio forma il nostro mondo. Le parole sono le gabbie in cui inscriviamo la nostra realtà. Quindi, se vogliamo abbattere come si deve, i modelli sessisti di questa società patriarcale, dobbiamo partire dal linguaggio e dalle frasi che utilizziamo. Il libro “Stai zitta” di Michela Murgia parte da qui e tal proposito, durante la nostra intervista, Michela ha ribadito: 

 

Il nostro pensiero si conforma sul nostro linguaggio. Se usi determinate parole, il mondo prenderà la forma delle parole che gli dai. Bisogna assumersi la responsabilità di ciò che pronunciamoAnche perché ci  sono parole, frasidifficili da riconoscere come sessiste. Un esempio? “Calmati”, “Era solo un complimento”, “Hai ragione ma sbagli i toni”, “brava”, “ora ti spiego”. Quest’ultima frase è la tipica frase utilizzata nel Mansplaining, ovvero quella pratica che vede gli uomini mettersi in una posizione di superiorità volendo spiegare – e semplificare- un concetto ad una donna. Perché? Perché pensano non ci possa arrivare. Una tipica, ma sottile, forma di sessimo. 

 

 

Ripartire dalla cultura e dall’educazione 

Nel libro “Stai zitta”, Michela Murgia dedica moltissimo spazio al concetto di cultura e acculturazione. Riguardo questo afferma: 
Il maschilismo è una cultura e bisogna di ripartire dal significato più ampio di questo termine. A partire dal colore della tutina che ti mettono addosso il giorno della tua nascita. E’ da lì che inizia un’induzione ideologica per cui il mondo sarà diviso sempre in “cose per femmine e cose per maschi”.  

E la scuola? Che ruolo ha? 

La scuola è fondamentale nell’educazione. Non tutti sono d’accordo perché molti pensano che l’educazione debba partire dalle famiglie. Ma le famiglie sono immerse in dei meccanismi patriarcali così tanto radicati, che non possiamo aspettare che cambino lì. Certo, insegnare la parità di genere a scuola, è qualcosa che richiede competenze particolari. Ma se iniziassimo a dire ai bambini che “stirare è una faccenda di casa che possono fare sia la mamma che il papà”, così come lavare la cucina o fare la spesa, stiamo sicuri che un bambino, vedendo il papà che non sparecchia la tavola chiederà sicuramente “Papà perché non aiuti anche tu la mamma in cucina?”  
Sicuramente è un rischio; non tutte le famiglie riuscirebbero ad accettare che la scuola possa mandare dei messaggi così. Ma è da qui che si dovrebbe partire.  

Essere una brava ragazza? Basta! 

Le donne sono sempre rappresentate come materne, dolci, docili, empatiche, calme. Guai se una donna si permette di alzare la voce, essere dura, cinica, ambiziosa. Non sarà il tempo di dire basta? Basta di essere sempre brave ragazze, brave fidanzate, brave madri. Capovolgere questa società patriarcale richiede durezza. Michela Murgia è l’esempio di questa forza, di questo coraggio. Perché ci insegna una cosa: non stare più zitte.  

Le parole di Michela:  

Un uomo è infastidito dai miei modi? Dalla mia determinazione? Ti mette a disagio il mio status di donna ? Meglio. Sono qui per farti sedere molto scomodo, perché la tua sedia è poggiata alla mia schiena” per me la questione del conflitto è una questione politica. Non è possibile ottenere i diritti con gentilezza. Puoi ottenerli con la negoziazione, nella fase successiva, ma prima bisogna combattere. Il maschilismo è un sistema di potere gerarchico violento, riconosce solo ciò che teme. 

 
Michela Murgia e i social come rivelatori del male 

I social hanno reso visibili determinati fenomeni. E soprattutto, per le donne, i social hanno reso possibile il confronto, il dialogo. Non ci sentiamo sole nel combattere il maschilismo, non ci sentiamo sole nell’aver subito battute o minacce sessiste. Da questo punto di vista i social sono dei rivelatori del male.  

E’ da questa consapevolezza che Michela Murgia, negli anni, ha creato una vera e propria community di donne, che dialoga e ci mette la faccia. Grazie ai social network, in fondo, possiamo far sentire la nostra voce, denunciare, “screenshottare”. Ormai le ingiustizie non rimangono parole al vento e noi donne possiamo denunciarle, trovando appoggio su chi la pensa come noi.  
La rivoluzione si fa tutti insieme e il dialogo con Michela Murgia è un buon inizio. 

 

Stella Grillo 

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