Massimo Cacciari, ”La nostra epoca è pervasa da segni apocalittici”

La crisi delle grandi organizzazioni e istituzioni tradizionali è secondo Massimo Cacciari uno dei segni apocalittici che pervadono i nostri tempi. E proprio con l'idea di apocalisse ha a che fare il suo libro, ''Il potere che frena'', edito da Adelphi, che in questo senso tratta di argomenti vicini alla nostra attualità...

Il filosofo e Professore Emerito, fondatore con Don Luigi M. Verzé della Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, ci presenta “Il potere che frena”, il suo ultimo libro

MILANO – La crisi delle grandi organizzazioni e istituzioni tradizionali è secondo Massimo Cacciari uno dei segni apocalittici che pervadono i nostri tempi. E proprio con l’idea di apocalisse ha a che fare il suo libro, “Il potere che frena”, edito da Adelphi, che in questo senso tratta di argomenti vicini alla nostra attualità. Nel testo Cacciari, confrontandosi con il pensiero di Carl Schmitt, filosofo politico tedesco vissuto nel secolo scorso, conduce una riflessione sulla “teologia politica”, sui modi cioè in cui il pensiero politico occidentale si è appropriato di simboli apocalittici secolarizzandoli, fino a farne dimenticare la loro origine.

Ci può spiegare cos’è il katéchon, figura che compare nella “Seconda Lettera ai Tessalonicesi” attribuita a san Paolo e che lei riprende nel suo libro?
Katéchon, persona o potenza anonima che sia, è figura di una forza che trattiene o frena l’avvento, la manifestazione piena e vittoriosa dell’Anticristo – il quale, tuttavia, è destinato a trionfare, per essere poi annichilito dalla parusia del Signore nell’ultimo Giorno. Alcuni lo riducono soltanto a figura politica, ma spiego nel libro come ciò risulti impossibile. Il potere politico tende necessariamente a farsi anche autorità spirituale – e ciò lo porta altrettanto necessariamente a confliggere con l’autorità della Chiesa, che, d’altra parte, esprime anch’essa, in quanto forma politica, una natura catecontica. Si può perciò dedurre che entrambi, impero politico e Chiesa, saranno sconfitti dall’Anticristo, e che soltanto allora questi sarà annientato dal Signore.

Come intende questo concetto Carl Schmitt, che riprende questa figura nella sua teologia politica? Come lo intende invece lei?
Schmitt parla di secolarizzazione come di un processo che “segue” alla definizione del simbolo teologico. Io la vedo come un’idea immanente al teologico stesso, destinata a esprimersi o rivelarsi sempre più chiaramente.


Ritiene che gli argomenti trattati nel suo libro abbiano a che fare da vicino con la vita delle persone oggi? In che modo?

La nostra epoca rigurgita di “segni apocalittici” – la sua stessa universalità lo è – l’impotenza apparente a ogni “governo mondiale” – la crisi delle grandi organizzazioni e istituzioni tradizionali, tra cui la stessa Chiesa.

 

30 marzo 2013

 

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