L'analisi dell'esperto

#maschioincrisi? In un libro i consigli rivolti agli uomini per ritrovare la propria identità

Il medico e psicoterapeuta Pietro Fornari analizza la crisi dell'uomo di oggi e le possibili vie d'uscita per riappropriarsi della propria identità
#maschioincrisi? In un libro i consigli rivolti agli uomini per ritrovare la propria identità

MILANO – La crisi dell’uomo di oggi? E’ dovuto al fatto che la donna oggi ha acquisito una tendenza ad autoaffermarsi, tipica del maschio, mentre l’uomo appare disorientato dall’acquisizione di una maggiore sensibilità, tipicamente femminile. E’ questa l’analisi di Pietro Fornari, medico, psicoterapeuta ed esperto di medicina psicosomatica, il quale ha voluto mettere nero su bianco la sua tesi all’interno del libro “#maschioincrisi – L’ultimo tentativo di Adamo“.  Relatore in numerosi convegni e dibattiti su tematiche di psicologia della vita quotidiana, della coppia e della famiglia, in questa intervista Pietro Fornari ci spiega cosa deve fare l’uomo oggi per riappropriarsi della propria identità.

 

Come nasce l’idea del libro “#maschioincrisi”?

Nasce dall’osservazione che avviene da un punto di vista privilegiato: essendo medico e psicoterapeuta, ho avuto modo negli ultimi 20 anni di vedere le cose cambiare progressivamente ed andare verso una situazione di grande difficoltà della coppia di oggi, la quale perlopiù non funziona: ci sono tantissime separazioni, ma soprattutto, anche quando si sta insieme, si va verso lo spegnimento oppure verso delle crisi infinite, nelle quali anche l’individualità viene perduta.

Nel cercare di analizzare più in profondità la cosa, ho notato da una parte questa estrema difficoltà della coppia di oggi, ma al contempo il fatto che tutto sommato le cose non potevano che andare così alla luce di quello che sta succedendo da circa 40 anni: donna si è emancipata sempre di più, prendendo più consapevolezza di sé e lasciando l’uomo in una condizione di disorientamento e grande difficoltà.

 

Quali sono le cause di questa crisi d’identità da parte dell’uomo?

Tutto si gioca sul piano psicologico: la donna ha acquisito una parte maschile, cioè una tendenza all’affermazione di sé, quindi non solo al riconoscimento dei diritti, ma a tutta una serie di concezioni di se stessa capace di andare nella realtà. La donna ha quindi acquisito una parte maschile, e nel farlo ha acquisito più forza rispetto alla donna della tradizione. L’uomo ha invece acquisito una parte femminile, è diventato più sensibile e più introspettivo, però non sente ancora questa parte femminile che ha acquisito come una forza, ma al momento ancora come una debolezza, spesso “ammantata” di narcisismo. Ciò ha creato anche un inversione di ruoli.

Alla luce di questa situazione, ho sentito il bisogno di scrivere una serie di riflessioni e soluzioni, per mettere in mostra cosa sta effettivamente accadendo oggi. Il tutto in una chiave ironica.

 

Data la situazione, cosa deve fare l’uomo oggi per riappropriarsi della propria identità?

Il libro è scritto al maschile, non soltanto perché ripercorre un punto di vista personale, ma perché ritengo che l’uscita da questa crisi sia nelle mani esclusivamente dell’uomo. La donna ha già fatto moltissimo per la propria emancipazione, mentre l’uomo ha una grande opportunità per la coscienza sia individuale che di coppia.

Il libro è strutturato, nei primi due testi, in un modo abbastanza decostruttivo, in cui il maschio di oggi, definito appunto “maschio in crisi”, scrive alla femmina di oggi, che ho chiamato “femmina emancipata autocosciente”, esponendo tutte le sue difficoltà interiori, il rapporto con la madre e con i genitori, tutte le sue paure, anche sessuali. Nel testo finale, vi è la proposta di un atteggiamento “eroico” da parte dell’uomo, nel senso che va a riprendere la sua “amata”, cercando di capire meglio se stesso e al tempo stesso la sua donna.

La chiave ironica mi sembrava, personalmente, la migliore possibile. L’ironia rappresenta uno strumento di conoscenza ed approfondimento capace di non rendere la cosa troppo scientifica e drammatica. Mi sono reso conto, scrivendo il libro, che una vera parità tra uomo e donna non c’è mai stata, e che anzi per la prima volta si sta cercando di crearla oggi, con notevoli benefici anche per quato riguarda il rapporto di coppia.

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