LIBRI - L'intervista nel corso di "Libri di Acqua"

Marco Travaglio, ”In Italia si legge meno perché non ci sono più grandi scrittori”

“La crisi dei quotidiani? Colpa dei giornalisti, non dei lettori”. Lingua tagliente, dati alla mano, senza risparmiare nessuno. Marco Travaglio ancora una volta ha confermato la sua indole pungente in occasione di “Libri di Acqua”...

Il direttore de “Il Fatto Quotidiano” è stato protagonista a Bari per la manifestazione “Libri di Acqua”, in collaborazione con la Associazione Porta d’Oriente.

 

BARI – “La crisi dei quotidiani? Colpa dei giornalisti, non dei lettori”. Lingua tagliente, dati alla mano, senza risparmiare nessuno. Marco Travaglio ancora una volta ha confermato la sua indole pungente in occasione di “Libri di Acqua”, manifestazione culturale in continuo movimento per il mondo, di scena a Bari nel tardo pomeriggio del 27 giugno, presso la Fiera del Levante. Un appuntamento organizzato in collaborazione con l’Associazione Porta d’Oriente. Oltre 400 persone a seguire il monologo del direttore de “Il Fatto Quotidiano”, senza freni nel commentare ‘Slurp‘, il suo libro contenente le citazioni più improbabili di giornalisti e opinionisti che negli anni hanno beatificato la classe dirigente italiana. Un libro comico per certi versi, tragico per altri che evidenzia come la sindrome del “leccaculismo” abbia colpito tantissimi professionisti. A fine serata,Travaglio parla anche della situazione dell’editoria italiana, dai quotidiani ai romanzi, fino alle testate online.

 

La manifestazione Libri di Acqua, il tour dei libri che gira il mondo, approda a Bari con Marco Travaglio. Cosa pensa dell’idea di eliminare la stanzialità tipica delle manifestazioni culturali, in questo caso l’incontro con l’autore?

E’ una bella idea. Oggi l’incontro è andato molto bene e sono felice di essere venuto a Bari con i Libri di Acqua.

 

Durante l’incontro ha detto che il suo ultimo libro “Slurp” è firmato abusivamente da lei. Può spiegarci il perché?

In questo libro di mio c’è solo la prefazione se stiamo a vedere. E’ abusivamente firmato da me perché sono tutte citazioni originali di grandi leccaculo della nostra storia. Il “leccaculismo” di certe persone ha portato l’opinione pubblica verso la direzione sbagliata.

  

L’italiano medio non è un grande lettore di giornali ed ogni anno la tiratura dei quotidiani diminuisce. Il motivo di questo trend negativo è legato solamente alla crisi economica?

Assolutamente no. E’ sbagliato smettere di leggere i giornali, ma il giornalista deve fare il suo lavoro. Sarebbe bello che tutti passassero al Fatto, ma non è così che si risolve il problema. Lo si risolve se quelli che hanno la propria testata, cominciano a pretendere che il proprio quotidiano faccia il giornale. Non deve rappresentare tutti gli strumenti a fiato che possono venire in mente ad una persona, perché non ha nessun senso spendere un euro e mezzo per scrivere che la Boschi sembra la madonna: non frega nulla a nessuno! A noi ci interessa sapere le notizie sulla legge che ha fatto la Boschi sul sistema elettorale o sulla riforma del Senato. Mi interessa sapere se andremo a votare e se sceglieremo noi i nostri rappresentanti. Oppure se li sceglieranno loro prima, come sempre.

 

Lei sostiene allora che non è un problema di crisi della carta?

Non lo è infatti. In questo periodo basta leggere La Stampa, il Corriere della Sera e Repubblica per vedere come la maggior parte degli articoli rappresentino notizie piene di nulla. Questo non incentiva la gente ad acquistare il quotidiano.

 

Che atteggiamento dobbiamo avere quando leggiamo un giornale?

Se uno legge le notizie che escono sul giornale fanno tutte molto ridere. Ma ci vuole un atteggiamento critico quando si leggono i giornali. La televisione aiuta a ridere delle cose ridicole tramite l’immagine. Sulla carta è molto diverso, leggetevi le cronache di questi giorni: vi viene in mente il cinegiornale dell’Istituto Luce del ventennio, sembra “Fascisti su Marte” di Corrado Guzzanti, è la stessa retorica!

 

Per quanto riguarda i giornali il discorso è chiaro, ma la crisi di vendite negli ultimi anni ha colpito anche il mercato dei libri. Vuol dire che anche gli scrittori scrivono romanzi pieni di nulla? Se la risposta è no, come lo spiega?

Lì influisce molto la crisi economica che costringe le famiglie a tagliare e risparmiare. Ma anche l’allergia dei giovani che in gran parte preferiscono il mordi e fuggi del web. In ogni caso non esistono grandi scrittori.

 

Cosa pensa del giornalismo online?

Le testate online che buttano lì la notizia in 4 righe non servono a nulla, solo a far calare di livello la qualità dell’informazione. Certo sono utili per certe cose, ma il giornale cartaceo è ancora importante, a patto che i giornalisti svolgano il loro lavoro nel modo giusto.

  

Alessandro Michielli

 

1 luglio 2015

 

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