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“Manager non per caso”, Paolo Salvadeo spiega come fare impresa oggi in Italia

Il manager Paolo Salvadeo racconta come cogliere le opportunità nelle difficoltà, con coraggio e determinazione per conquistare il futuro anche al tempo del Covid

In Italia c’è ancora spazio per una visione etica del fare impresa. Quella che porta un manager a non pensare soltanto al profitto, o meglio a pensarci «senza trascurare aspetti quali la responsabilità sociale, l’orgoglio di essere italiano, l’esaltazione della bellezza, il rispetto per le persone». Si fonda su questi principi l’avventura umana e professionale di Paolo Salvadeo, intervistato dal giornalista Luciano Landoni, appassionato di tematiche socio-economiche che da diversi anni racconta cosa significhi “fare impresa” in Italia, e illustrata nel libro “Manager non per caso. Una bella storia tutta italiana“, edito da Bonfirraro, in libreria e negli shop online dal prossimo 13 gennaio.

Come fare impresa oggi

Un racconto di formazione ma anche un “manuale ideale” per perseguire il successo senza piegarsi ai compromessi che la situazione contemporanea spesso impone. Il libro, con il protagonista che si mette completamente a nudo incalzato dalle domande di Landoni, evidenzia la strada percorsa da Salvadeo: partito dalla provincia lombarda e sbocciato professionalmente a Firenze, dove dirige El.En. SpA, una importante multinazionale che opera nel settore dei sistemi laser. Una strada complicata in cui “l’egoismo e la solitudine del manager”, ben descritti nel volume, hanno trovato punti di (instabile) equilibrio con i suoi affetti familiari.

L’esperienza di Paolo Salvadeo

Ma come ha fatto un ragazzo di provincia, nato a fine anni Sessanta da una famiglia normale, a divenire direttore generale di un colosso con un fatturato di centinaia di milioni e quasi 2.000 dipendenti in tutto il mondo, ricevendo anche importanti onorificenze addirittura da parte del presidente della Repubblica? Scommettendo su quello che Landoni chiama “Il Teorema delle quattro C”: conoscenza, competenza, capacità e coraggio. Senza rinunciare a una certa dose di fortuna, che con l’umorismo di un buon toscano, seppure d’adozione, Salvadeo definisce “la quinta C”. Una risposta tutt’altro che scontata, visto che come si delinea sin dalle prime pagine del libro, nella corposa introduzione di Luciano Landoni: «non sono molti gli operatori economici, gli imprenditori e i manager che sono capaci di mettere insieme passione, conoscenza e competenza». Caratteristiche indispensabili per condurre un’impresa ma anche per rilanciare il Paese, attingendo a un capitale umano fatto di donne e uomini «che ogni giorno si danno da fare, lavorano, intraprendono, innovano, studiano, ricercano, inventano soluzioni nuove e cercano, malgrado tutto e tutti», sottolinea Luciano Landoni, «di conquistare il loro futuro».

La conquista del futuro

Ed è proprio sulla conquista del futuro da parte del protagonista che si concentra lo stesso Landoni, partendo dall’analisi del difficile presente. La pandemia da Covid-19, che nel 2020 è esplosa in tutto il mondo, non ha risparmiato l’Italia, portando con sé una grave crisi economica ma anche, ben nascoste ma visibili a occhi preparati, insospettabili opportunità. Salvadeo diventa allora un esempio di quella resilienza oggi invocata a tutti i livelli della vita socio-economica del Paese. «In fisica resilienza è la proprietà di un corpo di resistere a un colpo molto forte. Noi ci siamo riusciti», rivendica il manager non per caso Paolo Salvadeo.

Interpretare il presente

«Con Manager non per caso confermiamo la linea editoriale scelta per il post-pandemia», dice l’editore Salvo Bonfirraro, «quella di pubblicare libri che, pur nella diversità dei generi e degli stili, forniscano degli strumenti per interpretare il presente e aprire nuove strade verso il futuro. In questo senso, l’opera di Landoni che intervista Salvadeo è di primaria importanza, inserendosi in quel mondo dell’impresa così duramente travolto dalla crisi economica scatenata dal Covid. In questo manuale agile e maneggevole, Salvadeo ci spiega che anche il virus può diventare l’occasione per una riscossa, a patto di non perdere quello spirito di intraprendenza che per decenni ha contraddistinto il ceto produttivo italiano, tra i più dinamici e stimolanti del mondo. Chi leggerà queste pagine», conclude l’editore, «si renderà conto che quel passato glorioso è un futuro da perseguire, con coraggio e determinazione».

Luciano Landoni

66 anni, giornalista specializzato nell’analisi delle tematiche socio-economiche, dopo la Laurea in Scienze Politiche (indirizzo Politico Economico), conseguita all’Università Cattolica di Milano nel 1980, Landoni ha approfondito i suoi studi in campo economico e sociale, pubblicando numerosi saggi in materia. In questi ultimi anni ha pubblicato una serie di libri incentrati sulle problematiche specifiche del “fare impresa” in un Paese così “particolare” come è l’Italia. Ha inoltre scritto innumerevoli “biografie aziendali” nell’ambito della collana “Romanzi Industriali”.

Nel settembre 2017 ha pubblicato Mobilis in mobile – Mobile nell’elemento mobile, fare impresa nella società liquida, mentre nell’aprile 2018 è stata la volta di una raccolta di articoli intitolata Fatti male, nel luglio 2020 ha dato alle stampe La mia vita al tempo del coronavirus.
Qualche mese dopo, a novembre, è apparso La forza dell’esempio con le scintille dentro (con l’imprenditore Enzo Muscia). Attualmente scrive per il quotidiano online Sempione News.

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