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Malala Yousafzai, la battaglia di una ragazza per l’istruzione e la libertà

Per #ImAWoman, vi raccontiamo la storia di Malala, la vincitrice del Premio Nobel per la Pace, attivista per l'istruzione
Malala Yousafzai, la battaglia di una ragazza per l'istruzione e la libertà

MILANO – Malala Yousafzai è la più giovane ragazza che abbia mai vinto un Premio Nobel per la Pace. Attivista pakistana, si è battuta e si batte per i diritti civili e l’istruzione delle donne, che sotto il regime dei talebani, non è a loro permessa. Il discorso che ha tenuto durante l’Assemblea della gioventù delle Nazioni Unite, a New York, nel 2013 riguardo alla condizione femminile nel suo paese l’ha resa una delle attiviste più famose al mondo. In occasione di#ImAWoman, vi raccontiamo la sua storia.

sedermi a scuola a leggere libri è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no

Malala Yousafzai è una studentessa e attivista pakistana classe 1997 ed è la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace. Una giovane donna con un forte desiderio di conoscenza.
“Conoscenza” un valore spesso maltrattato, dipinto come qualcosa da cui scappare, per convenienza, per gli interessi di chi al potere vuole un popolo ignorante privandone i diritti. Eppure la conoscenza si genera proprio da noi stessi. Si genera in un gesto, nelle parole, in qualche briciola di tempo o in tante ore passate a leggere un libro. Si genera in una passione, in un risultato, amare e conoscere ci rende vivi. La conoscenza è opportunità e Malala vuole semplicemente vivere e combattere per apprendere, per crescere e poter amare.
Malala nasce in Pakistan, in un villaggio Pashtun nella valle dello Swat, in un contesto tradizionalista fortemente condizionato dall’interpretazione restrittiva della religione islamica. La giovane donna tiene un blog per la BBC, in cui descrive il suo paese di nascita, in cui denuncia un sistema in cui non esiste un diritto all’istruzione. Racconta la quotidianità di una bambina in epoca talebana, in cui la sola appartenenza al genere femminile è una limitazione del pensiero e dell’essenza dell’essere donna. In nessun verso del Corano – che la ragazzina conosce bene- è imposta l’ignoranza femminile e la dipendenza della donna all’uomo.
I suoi colpi di penna rappresentano una minaccia: tornando da scuola subisce un attentato da un gruppo di talebani che bloccano il bus su cui sta viaggiando, insieme ad altre sue compagne di scuola. Viene colpita in pieno volto da tre proiettili.
Malala miracolosamente guarisce, continua a vivere.
A colpi di pagine e pagine continua a scrivere se stessa, portando avanti la sua battaglia.

 

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