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“L’uomo che ride”, il romanzo di Hugo che ispirò Joker

“L’uomo che ride” è un romanzo di Victor Hugo scritto nel 1869 e racconta la drammatica storia di due orfani

Victor Hugo è famoso per i suoi romanzi dalla potente drammaticità e dal forte messaggio sociale. “L’uomo che ride” è uno di questi. Le vicende raccontate nel libro sono quelle di due orfani la cui vita è costellata da eventi tragici. Il protagonista inoltre ha dato l’ispirazione per la creazione del personaggio di Joker, antagonista principale del fumetto di Batman. In questo articolo vi raccontiamo l’opera di Hugo.

“L’uomo che ride”

Ambientato nella gotica Inghilterra del Settecento, “L’uomo che ride” è un romanzo che racconta le storie di due orfani trovati una notte dal vagabondo saltimbanco Ursus, che, compresa poi la gravità della loro situazione, decide di allevarli. Gwynplaine, sfigurato da piccolo dai suoi rapitori, ha inciso sul volto un eterno sorriso; Dea, invece, è cieca. Un giorno Gwynplaine, ormai venticinquenne, scoprirà di essere figlio di nobili. La realtà lo travolge e, nel tentativo di vivere quella che doveva essere la sua vita migliore, Gwynplaine cade in una disperazione profonda a causa dell’indifferenza della crudeltà dell’aristocrazia. Sceglierà di tornare alle sue origini con Dea e Ursus. L’amata Dea, però, indebolita dalla vita, morirà poco dopo e, Gwynplaine, disperato, decide di raggiungerla.

La drammaticità della vita e la dualità dell’uomo

Ciò che poteva rappresentare una svolta per il giovane Gwynplaine, si rivela invece un’ulteriore ferita. L’indifferenza dell’aristocrazia nei confronti dei più deboli e meno fortunati sconvolge l’animo ingenuo del ragazzo, che deve convivere con la perenne dualità di ciò che sembra, a causa del suo eterno ghigno e ciò che in realtà è e prova. Il dolore delle esperienze passate e l’incapacità del mondo di accettare il diverso fanno sprofondare Gwynplaine nella disperazione. Ciò che la vita gli ha offerto non ha niente a che fare con il calore e il senso di famiglia provato nella povertà delle strade con Ursus e Dea.

 

Le origini di Joker

È proprio sulla base del romanzo “L’uomo che ride” che Jerry Robinson, Brian Bolland e Bob Kane sono arrivati a definire il personaggio immaginario di Joker. Egli ha esordito nel 1940 all’interno del primo numero della serie a fumetti Batman. È un personaggio che nel corso del tempo ha subito varie evoluzioni ed interpretazioni.

Originariamente Joker è un clown psicopatico, un criminale e nemico di Batman. Ma oltre a questo, i diversi autori che si sono approcciati al personaggio, gli hanno dato diverse sfumature.

La Graphic Novel

Dal discusso romanzo di Victor Hugo “L’uomo che ride” è tratto inoltre l’adattamento a fumetti  edito da Edizioni NPE con i testi di David Hine, i disegni di Mark Stafford e la traduzione di Gloria Grieco. L’opera più visionaria del padre del Romanticismo francese da cui è stato tratto l’omonimo film muto del 1928 che qualche anno dopo ha ispirato la figura del Joker, nemesi di Batman.

Tra luci e ombre di un’Inghilterra settecentesca, la graphic novel racconta la storia di un orfano dall’animo nobile si guadagna da vivere portando in scena la propria sofferenza. Ha il volto sfigurato per una mutilazione subita nei primi anni di vita, che lo costringe a una maschera di eterno riso. Una bottiglia restituita dal mare farà luce sulle sue origini e sulle contraddizioni di una società corrotta.

Una straordinaria storia di umanità, di amore e di denuncia sociale sulle disparità tra il governo dei pochi e le problematiche ancora attuali del proletariato.

Victor Hugo

Nato nel 1802, Victor Hugo è considerato il padre del romanticismo. Hugo vide l’inizio del successo della sua carriera letteraria nel 1830 quando pubblicò la prima delle due opere teatrali, “Hernani” e l’anno successivo il celeberrimo romanzo “Notre Dame de Paris”. Nel 1848 venne eletto come deputato dell’Assemblea costituente, ma il colpo di Stato del 1851 lo costringerà all’esilio che durerà fino al 1870. In questi anni la produzione letteraria fu particolarmente prolifica. Rientrerà in Francia solo con la proclamazione della Repubblica. Morirà a Parigi nel 1885.

Alice Turiani

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